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Calcio 3 min di lettura19 min fa

Como, Douvikas e Milla spiegano il mercato di Fabregas

Il club lariano ha costruito una rosa competitiva con acquisti mirati e investimenti inferiori a quelli delle grandi italiane

Il Como ha costruito una squadra capace di entrare tra le prime otto della Champions League puntando su intuizioni di mercato e valorizzazione dei giocatori. La vittoria per 9-1 contro il Lens ha dato un’altra dimostrazione del lavoro compiuto dal club e da Cesc Fabregas.

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Douvikas, gol e rilancio

Anastasios Douvikas è il simbolo più evidente di questa strategia. L’attaccante greco ha segnato contro Lipsia, Feyenoord e Manchester United, poi ha realizzato una tripletta contro il Lens. Con cinque partite consecutive in rete, ha avvicinato il primato stabilito da Alessandro Del Piero nei primi mesi alla Juventus, quando l’ex attaccante bianconero segnò in cinque gare di fila.

Il Como lo ha prelevato dal Celta Vigo, dove non aveva avuto un posto fisso nell’undici titolare. Prima dell’esperienza in Spagna, Douvikas si era distinto con l’Utrecht, diventando il miglior realizzatore del campionato olandese. A Como ha ritrovato continuità e centralità, trasformandosi in uno dei riferimenti offensivi della squadra.


Milla, una crescita completa

Un altro caso emblematico è quello di Luis Milla. Il centrocampista spagnolo, oggi trentaduenne, è passato dai settori giovanili di Atletico Madrid e Rayo Vallecano senza riuscire a imporsi. La sua carriera lo ha portato ad Alcorcon, Guijuelo, Fuenlabrada, Tenerife, Granada e Getafe.

Con Fabregas, Milla ha ampliato il proprio repertorio fino a diventare un calciatore completo. Il tecnico gli ha affidato compiti che vanno oltre la semplice costruzione del gioco, valorizzandone letture tattiche e continuità. Il suo percorso mostra come il Como abbia cercato profili da sviluppare, non soltanto nomi già affermati.


Spese diverse, risultati competitivi

I confronti economici con altre società di vertice rendono ancora più evidente la linea seguita dal club lariano. Il Como ha investito 18 milioni per Milan Baturina, mentre il Milan ne ha spesi 37,9 per Christopher Nkunku. Per Luis Henrique l’Inter ha pagato 22,8 milioni, contro i 6 versati dal Como per Alex Valle.

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Anche gli altri paragoni seguono la stessa direzione: la Juventus ha destinato 83 milioni complessivi a Lois Openda e Randal Kolo Muani, mentre il Como ne ha impiegati 66 per Nico Paz. La Roma ha acquistato Neil El Aynaoui per 23,5 milioni, il club lariano Lucas da Cunha per 750mila euro; il Napoli ha pagato 20 milioni per Miguel Gutierrez, il Como 3,5 per Marc-Oliver Kempf.


Il progetto con Fabregas

Il successo contro il Lens ha confermato la crescita di una formazione ancora in trasformazione. La squadra ha dominato la partita e, dopo un primo tempo già indirizzato, ha trovato spazio per ampliare il margine nella ripresa.

Mirwan Suwarso e Charlie Ludi hanno costruito il progetto sfruttando una struttura decisionale basata sui dati e scegliendo Fabregas come guida tecnica. Il Como ha affrontato la prima partecipazione alla Champions League senza rinunciare a profili poco considerati altrove, ottenendo un posto tra le migliori otto della competizione.

Nello spogliatoio, anche l’addio di Alvaro Morata è stato ricordato con emozione. «Abbiamo pianto, quando è andato via», hanno raccontato i compagni. Il riferimento non riguarda soltanto i gol segnati o quelli mancati, ma il peso avuto dall’attaccante nell’esperienza vissuta dal gruppo.

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