Zara, il costume di Halloween finisce nella bufera: il ritiro
Un completo per bambini a righe e dall’aspetto consumato è stato tolto dal mercato dopo le accuse di somiglianza con le uniformi dei deportati nei campi nazisti.
Il prodotto è stato ritirato in fretta, ma la polemica resta: un costume per bambini commercializzato da Zara Home ha richiamato, secondo numerosi utenti, le divise dei prigionieri dei campi di concentramento nazisti. La decisione è arrivata dopo la diffusione delle immagini sui social e le proteste degli utenti.
Il dettaglio che ha fatto scattare le proteste
Il completo era composto da una giacca e da pantaloncini con righe verticali blu e grigie. Il tessuto appariva volutamente deteriorato, mentre toppe, cuciture e alcuni elementi decorativi accentuavano l’effetto trasandato dell’abito.
Sul bavero compariva anche un fiore. Alcuni osservatori hanno ritenuto che le decorazioni ricordassero il filo spinato, rafforzando l’associazione con i campi di concentramento. Altri, invece, hanno collegato il disegno al costume a righe indossato da Michael Keaton nel film Beetlejuice.
A rilanciare il caso è stato il giornalista israeliano Dov Gil-Har, che il 30 settembre 2026 ha pubblicato su X le fotografie dell’articolo. Nel suo messaggio ha definito il completo un costume ispirato allo stile dei campi di concentramento nazisti, aprendo il dibattito sulla scelta della catena spagnola.
Zara cancella il prodotto dal mercato
Il costume, presentato come abito da sposo per Halloween, era disponibile sul sito britannico di Zara Home al prezzo di 39,99 sterline. In Spagna veniva venduto a circa 39 euro, secondo quanto riportato dal Jewish Chronicle.
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Dopo le reazioni, l’azienda ha eliminato il prodotto sia dai negozi sia dalle piattaforme digitali. «Zara Home si rammarica per qualsiasi fraintendimento che questo costume di Halloween per bambini possa aver causato. Non è più disponibile né nei nostri negozi né online», ha comunicato la società.
Zara non ha però chiarito come il richiamo alle uniformi dei lager non sia stato individuato durante le verifiche interne. L’episodio riporta inoltre alla memoria altre controversie legate a capi e accessori con simboli associati al nazismo.
I precedenti che riaprono la polemica
Nel 2014 la catena aveva tolto dalla vendita una maglietta per bambini a righe bianche e blu, caratterizzata da una stella gialla a sei punte. Zara aveva spiegato che il disegno si ispirava alle divise degli sceriffi nei vecchi film western, ma il capo era stato contestato perché ricordava il simbolo imposto dagli apparati nazisti agli ebrei.
Anche allora l’azienda si era scusata e aveva provveduto rapidamente al ritiro. Un altro episodio risale al 2007, quando venne eliminata dal catalogo una borsa decorata con diverse svastiche: in quel caso Zara attribuì la responsabilità a un fornitore esterno.
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