Zampolli lascia l’incarico: «Con Trump nessuna rottura, ora punto sugli affari
L’ex inviato speciale degli Stati Uniti respinge l’ipotesi di tensioni con il presidente americano e racconta di voler tornare alle attività imprenditoriali.
Il rapporto con Donald Trump, assicura Paolo Zampolli, non si è chiuso con uno scontro. Dopo la fine del suo incarico come inviato speciale degli Stati Uniti, l’ex rappresentante ha spiegato di aver mantenuto i contatti con il presidente e di guardare già alla sua prossima attività professionale.
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Nessuna frattura con Trump
«Con il presidente non è successo niente», ha chiarito Zampolli parlando a Tgcom24 a margine di un appuntamento all’ambasciata italiana di Washington, organizzato per il 51esimo anniversario della Niaf. L’ex inviato ha escluso di nutrire risentimento e ha definito un onore l’esperienza maturata durante l’amministrazione Trump.
Secondo la sua ricostruzione, il mandato aveva una durata ordinaria limitata e nel suo caso era già stato prorogato fino a 18 mesi. La conclusione dell’incarico al Dipartimento di Stato, quindi, sarebbe arrivata al termine di un percorso già esteso rispetto alla scadenza iniziale.
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Il ritorno alle attività private
Zampolli ha raccontato che, una volta arrivato il momento di decidere il futuro, non avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di diventare ambasciatore in un altro Paese. La sua intenzione è invece riprendere il lavoro nel settore privato, ambito nel quale sostiene di aver operato anche durante la collaborazione con l’amministrazione americana.
Nel colloquio con Trump, ha riferito, il presidente gli avrebbe chiesto quale direzione volesse seguire. Di fronte alla sua incertezza, gli avrebbe suggerito di dedicarsi agli affari, riconoscendogli capacità in quel campo. Zampolli ha aggiunto di aver contribuito alla chiusura di numerosi accordi e ha sintetizzato così il suo prossimo obiettivo: «Io voglio fare affari».
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