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Attualità 2 min di lettura5 ott

Yara, la difesa chiede nuovi test: i giudici prendono tempo

La richiesta dei legali di Massimo Bossetti riapre il confronto sulle tracce genetiche e sui reperti ancora disponibili dell’inchiesta.

La Corte d’assise di Bergamo non ha ancora deciso se autorizzare nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio. Al termine dell’udienza, i giudici si sono riservati sulla richiesta avanzata dalla difesa di Massimo Bossetti, che punta a riesaminare campioni biologici e materiale già acquisito durante l’inchiesta.

Il procedimento riguarda la tredicenne uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate Sopra. Bossetti, muratore di Mapello, sta scontando l’ergastolo dopo la condanna definitiva; all’udienza ha seguito la discussione in collegamento video dal carcere di Milano-Bollate, senza prendere la parola.


La difesa punta sulla traccia 31G20

Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini chiedono di poter svolgere accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora conservati. L’obiettivo è verificare nuovamente una delle prove ritenute decisive per collegare Bossetti al profilo genetico indicato negli atti come Ignoto 1.

Nel maggio 2024 la difesa aveva già ottenuto il permesso di esaminare, in un’udienza riservata, 54 provette contenenti il dna attribuito a Ignoto 1. Successivamente, nel giugno 2025, i legali hanno ricevuto il DVD con le immagini ad alta definizione realizzate dal Ris di Parma, i tracciati elettroferografici relativi ai reperti biologici raccolti sugli abiti di Yara e gli esiti dei circa 25 mila profili genetici acquisiti durante le indagini.


Il dubbio sulla cronologia dei reperti

Dall’esame di questo materiale, il genetista Marzio Capra ha sollevato una questione temporale riguardante il campione 31G20, una traccia rinvenuta sugli slip della vittima. Secondo la sua ricostruzione, il frammento fotografato non sarebbe compatibile con la sequenza temporale che avrebbe portato all’elaborazione del profilo genetico collegato a Bossetti.

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«Ci è balzato subito all’occhio che il frammento fotografato non poteva aver originato il profilo genetico in quanto era stato fotografato successivamente all’ottenimento del profilo genetico», ha affermato Capra. Per la difesa, nuove verifiche potrebbero quindi mettere in discussione l’interpretazione di quella traccia, considerata centrale nella vicenda giudiziaria.


La reazione dei legali della famiglia

All’uscita dal tribunale, Andrea Pezzotta, avvocato dei genitori di Yara, ha contestato l’ipotesi di un nuovo sviluppo giudiziario costruito attorno agli stessi elementi. «Si vuole fare Garlasco 2, ma faremo il possibile per impedirlo», ha dichiarato riferendosi alla richiesta della difesa.

Ora la decisione spetta alla Corte presieduta da Patrizia Ingrascì. Soltanto dopo il pronunciamento dei giudici sarà possibile sapere se il materiale ancora disponibile potrà essere sottoposto alle ulteriori analisi richieste dai legali di Bossetti.

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