Volo per Mosca rientra a Belgrado con esponenti filorussi
A bordo anche Aleksandar Vulin: la compagnia ha parlato di ulteriori verifiche su un passeggero
Un aereo di Air Serbia diretto a Mosca è rientrato a Belgrado dopo aver invertito la rotta nei pressi della Lituania. A bordo viaggiavano diversi esponenti vicini ad Aleksandar Vucic, tra cui Aleksandar Vulin, già responsabile dei servizi d'intelligence serbi.
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Il rientro deciso in volo
Il collegamento era partito dall'aeroporto Nikola Tesla di Belgrado e avrebbe dovuto arrivare allo scalo Sheremetyevo di Mosca alle 18:48, ora locale, di ieri. Il velivolo ha invece cambiato direzione quando si trovava in prossimità dello spazio aereo lituano, tornando in Serbia.
Air Serbia ha motivato la deviazione con la necessità di sottoporre uno dei passeggeri a ulteriori controlli da parte dei servizi di sicurezza. Secondo le ricostruzioni riportate da Vazhni Istorii e Nova.rs, la decisione sarebbe stata presa dalle autorità serbe dopo una verifica interna all'aeroporto.
I passeggeri sotto verifica
Tra le persone a bordo figurava Vulin, ex ministro della Difesa e dell'Interno, poi direttore dell'Agenzia per la sicurezza e l'informazione e infine vice primo ministro nel governo uscente. L'ex esponente serbo avrebbe raggiunto direttamente l'aereo senza completare i normali controlli, accompagnato da personale dello scalo.
La presunta irregolarità sarebbe stata individuata attraverso le telecamere di sorveglianza. Il responsabile della sicurezza dell'aeroporto avrebbe quindi disposto il ritorno del volo. Vulin ha successivamente spiegato in televisione che il viaggio verso Mosca era legato al rinnovo di un'intesa sulla fornitura di gas.
Gli altri nomi sul volo
Sullo stesso aereo viaggiavano anche Nenad Popovic, ex ministro e proprietario della società russa Abs Electro, e Dusan Bajatovic, amministratore delegato di Srbijagas e console onorario russo a Novi Sad. Popovic è il fondatore del Partito popolare serbo ed è stato inserito tra le persone sanzionate dagli Stati Uniti.
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Abs Electro riunisce attività russe nei comparti dell'energia elettrica, del nucleare, del riscaldamento, del petrolio, del gas e della cantieristica navale e industriale. Parte della ricchezza di Popovic è stata costruita proprio attraverso gli affari condotti in Russia.
I rapporti di Vulin con Mosca
Vulin ha ricoperto l'incarico di ministro della Difesa dal 2018 al 2020 e quello di ministro dell'Interno fino all'ottobre 2022. Nel novembre 2023 ha lasciato la guida del controspionaggio, assumendo in seguito il ruolo di vice primo ministro.
In Russia ha ricevuto la medaglia Rostec e l'Ordine dell'Amicizia. Ha inoltre mantenuto rapporti stretti con Nikolai Patrushev, già direttore dell'Fsb, al quale nel 2021 avrebbe consegnato registrazioni relative a un seminario dell'opposizione russa organizzato a Belgrado.
Vulin e Patrushev avevano creato un gruppo di collaborazione russo-serbo contro quelle che definivano rivoluzioni colorate. Secondo il testo, i servizi dei due Paesi avevano discusso attività di sorveglianza su attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani. Vulin aveva anche riconosciuto l'aiuto ricevuto dall'intelligence russa durante la repressione delle proteste studentesche cominciate nel 2024.
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