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Attualità 1 min di lettura4 giorni fa

Volkswagen taglia in Messico: 1.261 posti saltati e ora scatta la corsa ai ricollocamenti

La stretta su Puebla travolge anche la filiera dei fornitori, mentre l’industria locale prova a limitare l’impatto e a evitare nuove tensioni sindacali.

Le aziende della zona stanno già provando a riassorbire parte della manodopera uscita, puntando su profili con esperienza. Carlos Sosa Spínola, presidente locale della Canacintra, ha spiegato che ci sono realtà in cerca di personale in modo stabile e che non si aspetta un esodo verso altri stati. "Qui ci sono aziende che richiedono personale in modo permanente, soprattutto con esperienza", ha dichiarato.

Lo stesso dirigente ha indicato che potrebbero aprirsi nuovi sbocchi occupazionali entro il 2027, grazie a investimenti attesi nel territorio. In parallelo ha chiesto cautela nei negoziati tra impresa e sindacato, dopo il no all’aumento del 10,04%, per scongiurare uno sciopero in un comparto già sotto pressione per i dazi statunitensi.


L’impatto sulla fabbrica di Puebla

Alla base del ridimensionamento c’è la scelta dello stabilimento Volkswagen di Puebla di ridurre i terzi turni dedicati ai modelli Jetta e Tiguan. La misura ha portato all’uscita di 611 lavoratori, segnando il primo e più diretto effetto della riorganizzazione.

Il contraccolpo non si è però fermato ai cancelli della fabbrica. La stretta ha infatti colpito anche l’indotto, con ulteriori 650 posti cancellati in sette aziende fornitrici.

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La filiera pagherà il conto

Il totale supera così quota mille licenziamenti e mostra quanto il taglio deciso dalla casa madre abbia inciso sull’intero comparto locale. Per Carlos Sosa Spínola questi esuberi rientrano nelle correzioni annunciate da Volkswagen a livello mondiale, dove il gruppo ha previsto 50.000 posizioni in meno.

La priorità, adesso, è evitare che la crisi produttiva si trasformi in un problema ancora più ampio per l’area di Puebla. Per questo il presidente della Canacintra insiste sulla necessità di assorbire le competenze già presenti sul mercato, invece di disperderle altrove.

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