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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Vienna, la sfida di Zeiler può scuotere la maggioranza: cosa succede

L’ex dirigente televisivo Gerhard Zeiler vuole rivedere la linea dei socialdemocratici austriaci, mentre l’ipotesi di elezioni anticipate rafforza il FPÖ nei sondaggi

L’ipotesi di una crisi politica in Austria potrebbe tradursi in elezioni anticipate, in un momento favorevole al Partito della libertà (FPÖ) guidato da Herbert Kickl. I sondaggi citati dai media austriaci indicano infatti il movimento nettamente in testa.

A rendere più delicato lo scenario è il possibile cambio alla guida dei socialdemocratici, una delle forze della coalizione che sostiene il governo. L’eventuale sostituzione di Andreas Babler non resterebbe quindi confinata agli equilibri interni del partito, ma potrebbe avere ripercussioni sull’intera maggioranza.


Babler sotto pressione nella coalizione

Il Partito socialdemocratico governa insieme al Partito popolare (ÖVP) e ai liberali di Neos. Secondo le valutazioni riportate dalla stampa austriaca, questa formula limita lo spazio politico di Babler e rende più difficile trasformare in misure concrete alcune priorità della formazione.

Tra i dossier più controversi figurano l’introduzione di una tassa di successione e la revisione del sistema di finanziamento dei mezzi di informazione. Proprio quest’ultimo tema ha provocato attriti tra il vicecancelliere e alcuni dei principali gruppi editoriali del Paese.


Zeiler propone una svolta economica

In questo quadro, Gerhard Zeiler ha annunciato di voler contendere la leadership ad Andreas Babler. Il dirigente, 71 anni, nato a Vienna e oggi presidente di Warner Bros. Discovery International dopo aver ricoperto incarichi ai vertici di RTL, chiede un indirizzo diverso per il partito.

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La sua proposta mette al centro l’espansione economica e gli investimenti. A suo giudizio, una crescita più solida permetterebbe di ampliare le risorse disponibili per la redistribuzione. Zeiler ha inoltre sostenuto la necessità di riaprire il negoziato sul programma dell’esecutivo.


Una candidatura senza appoggi pubblici

Zeiler si è descritto come un «socialdemocratico classico» e ha preso le distanze dal marxismo. Ha anche definito la propria candidatura come una possibile soluzione di passaggio, lasciando intendere che il suo obiettivo potrebbe essere accompagnare il partito verso una nuova fase.

Per ora, tuttavia, nessun parlamentare socialdemocratico ha dichiarato pubblicamente di sostenerlo. La sfida resta dunque aperta, ma il manager dovrà trasformare l’annuncio in un consenso interno capace di mettere realmente in discussione la posizione di Babler.

L’attuale leader aveva conquistato la guida del partito dopo una consultazione tra gli iscritti e il successivo congresso straordinario, nel quale aveva superato Hans Peter Doskozil, inizialmente considerato il favorito. La nuova contesa riporta così in primo piano le divisioni sulla direzione politica dei socialdemocratici e sul loro ruolo all’interno della maggioranza.

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