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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Vetrine in frantumi dopo il 17 ottobre: la rabbia resta muta

I commercianti fanno i conti con i saccheggi di sabato e domenica, mentre la Francia attraversa una settimana che potrebbe segnare una frattura nella sua storia recente.

Per chi ha aperto il negozio all’alba, la giornata è cominciata davanti a vetri rotti e scaffali devastati. Dietro quei locali ci sono anni di lavoro e sacrifici, colpiti nella notte di sabato e, in misura più contenuta, anche il giorno successivo.

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Il conto pagato dai commercianti

Le immagini più concrete di questa prima settimana sono quelle delle vetrine distrutte e della merce portata via. I commercianti hanno ritrovato i propri esercizi danneggiati proprio all’inizio della giornata, quando avrebbero dovuto riprendere la normale attività.

La devastazione non riguarda soltanto beni e strutture. Nei negozi saccheggiati viene messa in discussione anche la continuità di esistenze costruite con fatica, tra lavoro quotidiano e rinunce accumulate nel tempo.

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Una settimana che pesa sulla Francia

Il riferimento temporale è il 17 ottobre, una data che potrebbe diventare uno spartiacque nella storia della Francia contemporanea. La prima settimana successiva arriva così sotto il segno di una collera difficile da tradurre in parole.

Dopo la notte più violenta di sabato, nuovi episodi si sono verificati domenica, seppure con intensità minore. Sullo sfondo resta il contrasto tra la rabbia esplosa nelle strade e il silenzio di chi, entrando nel proprio negozio, ha trovato i segni concreti di quella frattura.

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