Vertice Ue, dossier pesanti ma nessun accordo: il nodo energia
I leader europei si riuniscono per due giorni tra competitività, prezzi dell’elettricità, Ucraina, migrazioni e rapporti con la Cina, ma senza attendersi decisioni immediate.
Il Consiglio europeo si riunisce per due giornate con un programma particolarmente fitto, ma il risultato più realistico sarà l’avvio di nuovi percorsi negoziali, non l’approvazione di misure definitive. Al centro del confronto ci saranno soprattutto il costo dell’energia e la competitività dell’industria europea, temi politicamente delicati anche in vista delle prossime elezioni in alcuni Stati membri.
I lavori prenderanno il via oggi alle 10, dopo l’arrivo dei capi di Stato e di governo previsto dalle 8.30. La seconda giornata sarà dedicata a Ucraina, sicurezza, Medio Oriente e migrazioni, con la conclusione affidata alla conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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Energia, la pressione sui governi
Il primo confronto riguarderà la competitività e l’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato. I leader esamineranno anche il compromesso raggiunto dagli Stati membri sulla vigilanza e sull’integrazione dei mercati finanziari, che però lascia fuori dal controllo unico dell’Esma i centri di Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha criticato pubblicamente il livello di ambizione dell’intesa.
Il tema più sensibile resta tuttavia quello dell’energia. La Commissione europea ha indicato possibili interventi immediati, tra cui il rinvio di alcune norme sul metano e una revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. Una fonte diplomatica ha riassunto il malcontento di diversi Paesi dicendo: «Siamo frustrati dall’assenza di qualsiasi progresso».
Sul tavolo potrebbe finire anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci, avanzata formalmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non essendo prevista tra i punti ufficiali della riunione. Roma chiede margini aggiuntivi restando dentro le regole esistenti, mentre alcuni governi ritengono prematuro modificare il patto di stabilità, appena riformato e osservato con attenzione dai mercati obbligazionari.
Cina e finanza, il confronto resta aperto
Durante il pranzo i leader parleranno degli squilibri macroeconomici globali, formula con cui si indicano soprattutto i rapporti tra Unione europea e Cina. Il commissario al Commercio Maros Sefcovic riferirà sulle recenti missioni a Pechino, mentre gli Stati membri valuteranno se rendere più incisivi gli strumenti già disponibili e se crearne di nuovi.
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Secondo le valutazioni raccolte a Bruxelles, il dialogo con la Cina avrebbe prodotto alcuni risultati, ma il Consiglio potrebbe chiedere ulteriori iniziative. Il confronto si inserisce nella più ampia discussione sulla capacità dell’Unione di difendere la propria industria senza interrompere i rapporti economici con Pechino.
Nel pomeriggio sarà esaminato il quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. La giornata si chiuderà con una discussione strategica sull’allargamento dell’Ue e sulle riforme necessarie per accogliere nuovi Paesi membri.
Ucraina e migrazioni nella seconda giornata
Domani i capi di Stato e di governo ascolteranno Volodymyr Zelensky sugli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina. A seguire si parlerà di difesa e sicurezza, anche alla luce dell’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con diversa certezza alla Russia, e della situazione in Medio Oriente.
La sessione dedicata alle migrazioni è prevista durante il pranzo. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni organizzerà con Danimarca e Paesi Bassi un incontro informale sulle soluzioni definite innovative, tra cui gli accordi per collocare in Paesi terzi gli hub destinati ai rimpatri, modello sperimentato dall’Italia in Albania.
La Francia non parteciperà all’incontro: secondo la ricostruzione diplomatica, i vincoli costituzionali le impedirebbero di adottare strutture analoghe e Parigi teme che ciò possa rendere il proprio territorio più attrattivo per i migranti rispetto agli altri Stati dell’Unione. In parallelo, nella giornata odierna Meloni co-presiederà la riunione degli Amici della Coesione, prima dell’inizio del vertice.
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