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Attualità 1 min di letturaAggiornato 2 nov

Urso a Londra, intese su nucleare e capitali britannici

Il Regno Unito vale 27 miliardi per l’export italiano; nel 2025 l’interscambio bilaterale ha raggiunto 34,5 miliardi.

Aggiornamento del 2 nov, 16:53

Il nuovo premier britannico Andy Burnham ha definito la Brexit più dannosa che positiva, aprendo a un riavvicinamento all’Ue. Londra sarebbe pronta a concessioni, anche sulla mobilità giovanile, per partecipare al programma Made in Europe; la questione sarà discussa al vertice Ue-Regno Unito del 20 novembre. Urso ha avvertito che un’intesa in tempi brevi è improbabile, ma il perimetro del progetto dovrà essere definito entro fine anno.

Adolfo Urso ha incontrato a Londra il ministro britannico Jonathan Reynolds per rafforzare la collaborazione industriale tra Italia e Regno Unito. Sul tavolo sono finiti energia, reattori nucleari di nuova generazione, robotica, materie prime e investimenti.

Il ministro italiano ha inoltre ribadito il sostegno del governo a un eventuale riavvicinamento britannico all’Unione europea. «Come Governo siamo favorevoli a un processo di rientro del Regno Unito nell’Unione europea», ha detto Urso, indicando nel progetto Made in Europe uno spazio nel quale Londra potrebbe contribuire alla protezione delle filiere europee.

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Nucleare e filiere industriali

Secondo Urso, Roma e Londra dovrebbero coordinarsi per aumentare l’autonomia strategica dell’Europa. Il confronto ha riguardato soprattutto la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, la politica industriale e la disponibilità di materie prime essenziali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai mercati asiatici.

Tra le ipotesi discusse c’è anche una collaborazione nel nucleare civile. Il ministro ha indicato la tecnologia sviluppata da Rolls-Royce come una possibile base per futuri accordi sulla costruzione di impianti avanzati: «La tecnologia che può garantire la Gran Bretagna attraverso la Rolls-Royce è una di quelle tra le più performanti con cui sviluppare degli accordi al fine di realizzare reattori nucleari di nuova generazione».

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Scambi e investimenti dalla City

I dati commerciali hanno sostenuto la missione. Nel 2025 l’interscambio tra i due Paesi è arrivato a 34,5 miliardi di euro, mentre il Regno Unito ha assorbito quasi 27 miliardi di merci italiane, confermandosi il sesto mercato per le esportazioni nazionali.

A Londra Urso ha incontrato anche rappresentanti dei fondi d’investimento della finanza britannica. Il ministro ha riferito di avere raccolto valutazioni positive sull’Italia e ha collegato la crescita dell’export alla capacità del sistema produttivo di operare nonostante conflitti, barriere commerciali e nuovi dazi.

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