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Attualità 2 min di lettura57 min fa

Un’ora in più, ma il corpo protesta: come gestire il cambio

Il ritorno all’ora solare può alterare sonno, umore e concentrazione per alcuni giorni: ecco cosa accade e quali abitudini aiutano ad adattarsi.

Dormire un’ora in più oppure sfruttarla per una serata più lunga può rendere meno pesante il passaggio, ma non serve ricorrere automaticamente a integratori o prodotti per favorire il sonno. Fabrizio Pregliasco invita alla prudenza: «Il cambio dell’ora non è, di per sé, una ragione per ricorrere a integratori o prodotti per dormire».

Se si assumono comunque questi preparati, è opportuno farlo soltanto dopo aver consultato il medico e senza eccedere. Anche pasti regolari, movimento e tempo trascorso all’aperto possono sostenere l’organismo mentre ritrova il proprio equilibrio.

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Il recupero richiede pochi giorni

Secondo Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, i disturbi connessi alla variazione dell’orario tendono a ridursi «nel giro di circa cinque giorni». La durata può comunque cambiare da persona a persona, soprattutto in presenza di una particolare sensibilità ai cambiamenti del sonno o della luce.

Nei giorni successivi è utile esporsi alla luce naturale e mantenere orari il più possibile costanti. La luce riduce la produzione di melatonina e contribuisce a riallineare il ritmo interno; l’attività fisica, invece, può aiutare a contenere tensione e malumore.


Sonno e umore finiscono sotto pressione

Con l’arrivo dell’ora solare, il mattino dispone di più luce, mentre il buio arriva prima nel pomeriggio. Questo anticipo può influire sull’umore e, nelle persone predisposte, favorire il disturbo affettivo stagionale, una forma ricorrente di depressione maggiore legata alla stagione secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione.

I segnali più frequenti comprendono irritabilità, calo delle energie, sonnolenza, difficoltà a concentrarsi e una generale sensazione di affaticamento. Lo spostamento dell’orario modifica infatti il rapporto tra le abitudini quotidiane e l’orologio biologico, che risponde soprattutto alla luce e alla regolarità dei ritmi.

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Il cuore può risentire dello sfasamento

La variazione non riguarda soltanto il riposo. Tra gli effetti segnalati figurano anche stanchezza persistente, maggiore stress e un lieve incremento del carico cardiovascolare, con conseguenze più rilevanti soprattutto per le persone anziane.

Carolina Lombardi, direttrice lombarda del Centro medicina del sonno, cita una ricerca dell’Università di Stoccolma secondo cui nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare si registra «un’incidenza del 4% in più di attacchi cardiaci». Il dato va letto tenendo conto del fatto che interessa prevalentemente la popolazione più avanti con gli anni.


Quando scatterà il nuovo orario

Il cambiamento avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Alle 3 gli orologi saranno riportati alle 2, con il ripristino dell’ora solare, destinata a restare in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo 2027.

Per prepararsi, nei giorni precedenti si può anticipare gradualmente il momento dei pasti e quello in cui si va a dormire. In questo modo l’organismo arriva alla modifica con abitudini già parzialmente adattate e deve affrontare uno scarto più contenuto.

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