UniPegaso, il caso si allarga: nel mirino anche cinque direttori
La Procura di Napoli contesta presunte pressioni sulla ministra Bernini e ipotizza corruzione tra privati nei rapporti con alcuni giornali
La ministra Anna Maria Bernini non risulta indagata nell’inchiesta che coinvolge il gruppo UniPegaso-Multiversity. Al centro di uno dei nuovi filoni ci sarebbero invece i tentativi, attribuiti al presidente Fabio Domenico Vaccarono e a Luigi Bisignani, di ottenere una proroga delle regole straordinarie sugli esami a distanza.
Bernini fuori dalle accuse
Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli, Bernini non avrebbe accettato richieste di favore. In alcune conversazioni, proprio per questo atteggiamento, Vaccarono e Bisignani l’avrebbero descritta con espressioni offensive, definendola anche «una rigida e str…».
Il primo procedimento riguarda dunque le presunte pressioni esercitate sul ministero dell’Università. La ministra, stando agli atti riferiti nel testo dell’inchiesta, sarebbe estranea a qualsiasi contestazione e non si sarebbe prestata a condotte di favoreggiamento.
Cinque direttori sotto esame
La seconda linea investigativa riguarda i rapporti tra il gruppo universitario e alcuni esponenti del mondo editoriale. I pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano ipotizzano reati di corruzione tra privati a carico di direttori ed ex direttori di testate nazionali.
Tra le persone indagate figurano Mario Orfeo, già alla guida di Repubblica, Andrea Malaguti, in passato direttore de La Stampa, Peter Gomez, condirettore de Il Fatto Quotidiano, Francesco Cancellato di Fanpage e Claudio Cerasa del Foglio. Le contestazioni dovranno essere valutate nel corso dell’inchiesta e non equivalgono ad accertamenti di responsabilità.
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L’ipotesi dell’associazione
Nella ricostruzione accusatoria sarebbero coinvolti anche Vaccarono, Durante, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza, indicati come figure di vertice collegate al fondo Cvc Italia, proprietario del gruppo. Nel quadro figurano inoltre Gianluca Comin e Gianluca Giansante, rispettivamente presidente e socio operativo di Comin Partners, oltre ad Andrea Buonomo.
La Procura ipotizza che questo insieme di soggetti abbia operato in forma associata per ottenere, secondo l’accusa, articoli non lesivi dell’immagine di UniPegaso. Le ipotesi comprendono una serie non predeterminata di episodi corruttivi tra privati, istigazioni alla corruzione e, quando necessario, anche l’estorsione.
Perquisito il presidente
Il 6 ottobre il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito una perquisizione nei confronti di Fabio Domenico Vaccarono, su disposizione della Procura. L’attività rientra nei due nuovi filoni aperti sul gruppo UniPegaso-Multiversity.
Gli investigatori collegano la presunta strategia di tutela dell’immagine soprattutto al momento della diffusione degli elementi dell’indagine principale su Pegaso, avvenuta nel giugno 2026. Quel procedimento coinvolge complessivamente 40 persone indagate.
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