Ucraina, l’occasione per cambiare la guerra: il bivio per Usa ed Europa
L’analisi dell’Institute for the Study of War descrive una Russia più vulnerabile e chiede agli alleati di Kiev nuove risorse, pianificazione e sostegno operativo.
L’Europa deve prepararsi a fronteggiare non soltanto il conflitto in Ucraina, ma anche possibili sabotaggi e incursioni con droni sul proprio territorio. Secondo l’Institute for the Study of War, Mosca appare disposta ad assumersi rischi sempre maggiori perché non considera abbastanza credibile la risposta europea o della NATO.
Il centro studi sollecita quindi un sostegno finanziario capace di permettere ai vertici militari ucraini di programmare operazioni coordinate anche oltre il 2026. Nella valutazione dell’istituto, Washington e le capitali europee dovrebbero appoggiare gli attacchi a lunga distanza contro gli apparati industriali e l’energia russa, rafforzare le sanzioni e aiutare Kiev a sviluppare ulteriormente le proprie capacità offensive.
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Il diesel apre un nuovo fronte
Nel quadro delle pressioni internazionali si colloca anche l’intesa tra Vladimir Putin e Donald Trump sulla disponibilità di diesel russo sui mercati. Il presidente degli Stati Uniti ha ridimensionato il significato bilaterale dell’accordo, sostenendo che il carburante non sarebbe destinato direttamente a Washington, ma all’intero mercato mondiale, con l’effetto di contribuire alla diminuzione dei prezzi.
L’Institute for the Study of War interpreta invece l’iniziativa come uno strumento della strategia russa per indebolire la campagna di pressione sul settore energetico. L’offerta di Mosca, secondo l’analisi, punta a sottrarre attenzione e slancio a Kiev e ai suoi alleati, mettendoli davanti alla scelta tra contrastare questa linea o affrontare rischi più elevati di escalation.
Kiev accusa: «Nessun preavviso»
La questione della collaborazione americana è tornata al centro dopo l’attacco missilistico del 13 ottobre contro Kiev. Volodymyr Zelensky ha riferito che i partner non avrebbero avvertito l’Ucraina dell’imminente lancio e ha indicato tra gli obiettivi la centrale energetica CHPP-4, oltre a un edificio residenziale danneggiato dall’offensiva.
«Ancora una volta, nessun preavviso da parte dei nostri partner», ha scritto il presidente ucraino, spiegando che i sistemi di difesa avrebbero individuato i missili soltanto quando erano ormai vicini alla capitale. Zelensky ha inoltre avvertito che, secondo le informazioni raccolte dai servizi ucraini, la Russia starebbe preparando altri attacchi balistici e ha accusato Mosca di non ritenersi vincolata dalle dichiarazioni del presidente americano.
Trump ha respinto l’ipotesi di una sospensione della cooperazione informativa con Kiev. «Non abbiamo smesso di condividere informazioni», ha dichiarato, smentendo così le contestazioni arrivate dalla presidenza ucraina dopo il bombardamento.
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L’avanzata russa perde velocità
I dati citati dal centro studi descrivono un rapporto di forza sul terreno meno favorevole a Mosca rispetto a quanto potrebbe suggerire la pressione degli attacchi aerei. Nel 2026 le forze ucraine avrebbero recuperato almeno 1.046 chilometri quadrati, mentre il saldo territoriale russo dall’inizio dell’anno sarebbe di circa 100 chilometri quadrati.
L’esercito di Putin procederebbe inoltre a una velocità inferiore a un chilometro quadrato al giorno. Per l’Institute for the Study of War, i risultati di Kiev non dipendono da circostanze occasionali: rifletterebbero il rafforzamento della capacità militare ucraina e la trasformazione delle forze armate avvenuta nel corso del 2025 e del 2026.
L’Ucraina starebbe anche lavorando a un programma di missili balistici destinato, se portato a compimento, ad aumentare la minaccia per le infrastrutture militari e per gli impianti strategici dell’industria bellica russa.
La finestra strategica di Kiev
Secondo l’analisi, l’equilibrio del conflitto può ancora mutare e il Cremlino sarebbe più consapevole dei propri punti deboli rispetto agli alleati occidentali di Zelensky. Mosca, infatti, riconoscerebbe il pericolo rappresentato dalla pressione continua, dall’iniziativa operativa e dallo slancio delle truppe ucraine.
La campagna russa condotta con droni e missili balistici avrebbe proprio l’obiettivo di costringere Kiev e i suoi sostenitori a reagire agli attacchi, anziché sfruttare il vantaggio conquistato sul campo. Per questo l’istituto chiede interventi rapidi: «Servono risorse e pianificazione», soprattutto per accelerare le difese contro i droni russi a reazione e consolidare le operazioni ucraine.
La valutazione complessiva è che gli Stati Uniti e l’Europa dispongano ancora della possibilità di sostenere l’iniziativa di Kiev. Il mancato utilizzo di questa finestra, avverte il centro studi, potrebbe consentire alla Russia di recuperare margini operativi e aumentare la pressione sul fronte e contro le infrastrutture energetiche.
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