1.450notizie oggi
Attualità 2 min di lettura52 min fa

Tupac, la resa dei conti: 40 anni a Davis

A 63 anni Duane “Keffe D” Davis dovrà scontare almeno quattro decenni per la morte di Tupac Shakur, ma la difesa ha già annunciato il ricorso.

A 63 anni Duane “Keffe D” Davis rischia di trascorrere il resto della vita in prigione. La giudice del Nevada Carli Kierny gli ha inflitto una pena minima di 40 anni per l’omicidio di Tupac Shakur, chiudendo almeno una prima fase di un caso rimasto senza colpevoli per quasi tre decenni.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Una sentenza che chiude un caso irrisolto

Davis, ex esponente dei South Side Compton Crips, ha ascoltato il verdetto con espressione impassibile. È l’unica persona formalmente incriminata per la morte del celebre artista, ucciso nel settembre 1996 dopo essere stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco sparati da un’auto in movimento vicino alla Strip di Las Vegas.

Tupac morì alcuni giorni più tardi, a soli 25 anni, proprio nel periodo in cui la sua carriera aveva raggiunto il punto più alto. La sua scomparsa aveva lasciato aperta per anni una delle vicende più note e controverse della storia della musica rap americana.


La difesa prepara il prossimo passo

Il procedimento aveva ripreso slancio dopo alcune dichiarazioni pubbliche di Davis. In interviste e in un libro di memorie, l’uomo aveva parlato del proprio coinvolgimento nella sparatoria, contribuendo alla riapertura dell’indagine. Alla fine di agosto, una giuria lo aveva poi giudicato colpevole di omicidio di primo grado con l’uso di un’arma letale; in quella fase Davis si era dichiarato non colpevole.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Durante la lettura della pena, la giudice Kierny ha sottolineato il peso della vittima e l’impatto della vicenda: «Non si può strappare un uomo alla sua famiglia, cancellare la sua vita e il suo futuro, per poi semplicemente andarsene, soprattutto quando quell’uomo è Tupac Shakur». La magistrata ha aggiunto che il mondo non ha dimenticato l’artista e che nemmeno Las Vegas lo ha fatto.

La decisione, tuttavia, potrebbe non rappresentare l’ultimo capitolo giudiziario. L’avvocato di Davis ha infatti comunicato l’intenzione di presentare ricorso contro la condanna.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere