Trump-Xi in tv, tregua fragile: i media tornano alla Casa Bianca
Le emittenti riprendono il pool presidenziale dopo il provvedimento del giudice, ma Washington prepara nuovi ricorsi contro il reintegro delle testate escluse.
La diretta dell'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping ha segnato il ritorno delle principali televisioni americane nelle attività della Casa Bianca. La pausa è durata quattro giorni, ma il ripristino della copertura non chiude lo scontro: l'amministrazione intende infatti contestare il reintegro dei giornalisti esclusi.
La copertura riparte con Trump e Xi
CNN, Politico e Ms Now sono tornate a essere accessibili dopo l'ordine del giudice federale Timothy Kelly. La decisione ha consentito ai reporter delle tre testate di rientrare nel normale lavoro, riaprendo anche la collaborazione tra le emittenti del pool presidenziale.
Le telecamere hanno seguito il saluto tra Trump e Xi Jinping davanti al Portico Sud, prima del colloquio informale. Una squadra della CBS ha poi trasmesso le immagini dei due leader nella Sala Rossa, mentre bevevano il tè. Rivolgendosi all'obiettivo, Trump ha detto: «Apprezziamo l'equità della copertura mediatica. È stata molto corretta. La apprezziamo».
Il precedente che aveva acceso la protesta
Più tardi, il presidente e il leader cinese, insieme alle rispettive mogli, hanno raggiunto gli Archivi Nazionali. Qui la CNN ha lavorato come pool giornalistico, mentre le altre reti hanno mandato in onda alcuni momenti dell'intervento di Trump e della visita alla Dichiarazione d'Indipendenza.
Il quadro è opposto a quello di mercoledì e giovedì, quando le grandi emittenti non avevano mostrato né l'arrivo di Xi né il primo faccia a faccia nello Studio Ovale. La protesta era esplosa dopo l'esclusione della CNN dalla Casa Bianca e aveva coinvolto NBC, ABC, CBS, Fox News e CNN, il gruppo che fornisce immagini e materiali alle altre testate.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La battaglia legale non è conclusa
La tensione era emersa in modo particolarmente evidente durante l'inaugurazione del nuovo eliporto nel Giardino sud. Le reti avevano rimosso i propri strumenti audio professionali e, di conseguenza, le parole pronunciate da Trump durante la cerimonia risultavano quasi impossibili da ascoltare.
In un messaggio pubblicato sui social, il presidente aveva accusato le emittenti di non aver seguito una visita pensata per la televisione. Nel suo intervento, però, non aveva ricordato che l'accesso ad alcune testate era stato limitato dalla sua stessa amministrazione.
La Casa Bianca valuta ora di proseguire il ricorso davanti a una Corte d’Appello e, in seguito, alla Corte Suprema. Poiché non è stata annunciata la fine dello scontro, la riammissione potrebbe essere provvisoria: una nuova esclusione rischierebbe di far ripartire la protesta delle televisioni.
Continua a leggere
Ripetizioni, l’IA cambia tutto: quanto costa davvero un’ora di lezione
Prezzi diversi per città, materia e modalità: l’analisi di oltre 94.000 annunci fotografa un mercato sempre più articolato
Il bidone in fiamme cambia tutto: cosa mostra davvero il video di Saint-Denis
Le immagini diffuse sui social sembrano accusare Bally Bagayoko, ma le riprese complete mostrano un intervento per allontanare il fuoco dal liceo.
Codice 7500 sul volo per Tel Aviv: cosa ha fatto scattare l’allarme
Un litigio nella cabina di pilotaggio avrebbe attivato la procedura antidirottamento, mentre l’aereo Flydubai veniva seguito dalle autorità israeliane fino all’atterraggio in Arabia Saudita.
Gasolio, Trump valuta il blocco: allarme per le elezioni Usa
La Casa Bianca esamina restrizioni alle vendite oltreconfine e prepara gli alleati a possibili problemi nelle forniture