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Attualità 1 min di lettura35 min fa

Trump sta con Witkoff: il caso Putin riaccende le polemiche

Il presidente degli Stati Uniti giustifica le parole dell’inviato speciale dopo la liberazione di Stephen Hubbard, detenuto in Russia.

Donald Trump ha preso le parti di Steve Witkoff, finito al centro delle critiche per aver descritto Vladimir Putin come una persona compassionevole. Il commento era arrivato dopo la liberazione di Stephen Hubbard, l’uomo che temeva di poter trascorrere il resto della vita in carcere.

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Trump difende le parole dell’inviato

Secondo Trump, il giudizio di Witkoff può essere letto alla luce dell’esito ottenuto per Hubbard. Il presidente ha quindi respinto l’idea che il riferimento alla compassione di Putin fosse fuori luogo o privo di giustificazione.

«Si potrebbe dire che fosse per quella ragione specifica: consentire a un uomo, convinto di rischiare l’ergastolo, di tornare libero», ha affermato Trump, collegando direttamente la valutazione dell’inviato alla scarcerazione del detenuto.

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Il caso di Stephen Hubbard

La vicenda ruota attorno al rilascio di Stephen Hubbard, presentato come una persona che riteneva di poter finire in prigione a vita. La sua uscita dal carcere ha fatto da sfondo alle dichiarazioni di Witkoff su Putin.

Trump non ha aggiunto ulteriori elementi sul procedimento né sulle circostanze della liberazione. La sua posizione, però, è stata netta: il risultato ottenuto per Hubbard rappresenta il motivo per cui, a suo giudizio, Witkoff ha parlato del presidente russo in quei termini.

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