Trump e Xi, la tregua sui dazi apre il vertice: cosa si scambiano
A Washington l’incontro tra i leader di Stati Uniti e Cina parte da un’intesa commerciale temporanea, mentre sul tavolo restano dossier pesanti come Taiwan, Iran e intelligenza artificiale.
L’appuntamento tra Donald Trump e Xi Jinping è cominciato con un segnale di distensione sul fronte economico: Washington e Pechino hanno infatti deciso di prolungare fino a gennaio la pausa nella loro guerra commerciale. L’annuncio è arrivato dal segretario al Tesoro Bessent, poco prima che il faccia a faccia entrasse nel vivo.
Per la Casa Bianca si tratta di uno dei primi passi concessi al leader cinese in un negoziato che tocca più capitoli, dall’intelligenza artificiale ai rapporti con l’Iran. Trump conta di ottenere risposte su più dossier, mentre Xi arriva al tavolo con la forza di chi non intende cedere sui punti considerati strategici da Pechino.
La pausa sui dazi come primo segnale
La proroga della tregua commerciale rappresenta il gesto iniziale che ha accompagnato l’apertura del vertice. In pratica, i due Paesi hanno scelto di congelare almeno per qualche mese lo scontro tariffario che ha pesato nei rapporti bilaterali.
Questa mossa, annunciata da Bessent, è anche il risultato di una disponibilità mostrata da Trump nelle prime fasi del confronto. Il presidente americano ha così lasciato spazio a un’intesa preliminare, nella speranza di ottenere contropartite su altri temi più delicati.
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Taiwan resta il punto più sensibile
Tra i dossier sul tavolo, quello che continua a creare la maggiore tensione è Taiwan. Su questo fronte Pechino non arretra e la posizione cinese resta rigida, nonostante il clima più morbido all’avvio dell’incontro.
Accanto a Taiwan, il colloquio tocca anche l’Iran e l’intelligenza artificiale, due ambiti in cui Washington cerca margini di manovra. Il vertice, dunque, non riguarda solo il commercio: il confronto tra Trump e Xi si gioca su una serie di equilibri politici e strategici che vanno ben oltre i dazi.
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