Attualità 2 min di lettura58 min fa

Trump e le mappe a sua immagine: spunta lo “Stretto di Trump”

Dallo Stretto di Hormuz al Golfo d’America, il presidente statunitense torna a giocare con l’idea di legare il proprio nome a luoghi e territori

«Solo cambio di nome i valori immobiliari e i redditi aumenterebbero». Con questa battuta Donald Trump ha accompagnato l’ennesima proposta di modifica geografica, dopo aver ipotizzato di trasformare il New Mexico in “New America”. L’idea, riferita pochi giorni fa, si inserisce in una serie di iniziative e provocazioni legate alla rinominazione di luoghi noti.

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La geografia secondo Donald Trump

Nei mesi scorsi il presidente degli Stati Uniti aveva già sostenuto altri cambiamenti. Il Golfo del Messico è stato ribattezzato ufficialmente “Golfo d’America” per le sole agenzie federali statunitensi, mentre il Lago Ontario sarebbe dovuto diventare “Lago America” in seguito a un ordine esecutivo firmato da Trump.

La proposta più recente riguarda invece il New Mexico, che il presidente vorrebbe chiamare “New America”. Anche in questo caso Trump ha presentato l’ipotesi con una motivazione economica, sostenendo che una semplice variazione del nome potrebbe far salire il valore degli immobili e i redditi.


L’ultima provocazione arriva dalla Florida

Durante un incontro pubblico in Florida, Trump ha spostato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz. Rivolgendosi ai giornalisti presenti, ha annunciato: «Lo ribattezzerò lo Stretto di Trump».

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Poco dopo, il presidente ha rilanciato proponendo anche di chiamare l’Atlantico “oceano americano”. Il tono è però cambiato subito: Trump ha precisato «Sto solo scherzando, ma domani il New York Times aprirà con questa notizia», lasciando intendere che si trattasse soprattutto di una provocazione.


Un’idea già comparsa in estate

Il riferimento allo Stretto di Hormuz non sarebbe una novità assoluta. Trump aveva già evocato la stessa possibilità durante l’estate, pubblicando il messaggio sul social Truth e tornando sull’argomento in altri comizi organizzati in Georgia e Texas.

Il passaggio sullo stretto si aggiunge così alle precedenti iniziative riguardanti il Golfo del Messico, il Lago Ontario e il New Mexico. In quest’ultimo caso, come negli altri, la portata concreta delle modifiche resta legata alle decisioni delle autorità competenti e agli ambiti nei quali possono essere applicate.

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