Dazi e voto, la mossa di Trump può aiutare Collins
La Casa Bianca valuta uno sconto sui prelievi a danno di alcuni prodotti canadesi, mentre un ricorso mette in discussione la base giuridica della strategia commerciale.
Un ricorso presentato da un’azienda alimentare del New Jersey apre un fronte giudiziario sulla politica commerciale di Donald Trump. L’impresa contesta l’utilizzo della Sezione 338 del Tariff Act del 1930, conosciuta come legge Smoot-Hawley, sostenendo che l’amministrazione abbia oltrepassato i limiti dei propri poteri attraverso uno strumento mai applicato in questo modo.
La causa arriva mentre la Casa Bianca valuta un nuovo intervento sulle merci provenienti dal Canada. La decisione potrebbe modificare l’assetto delle tariffe proprio nel momento più delicato della campagna per le elezioni di metà mandato.
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Il precedente che alimenta lo scontro
Nelle ultime settimane il governo statunitense aveva già cancellato i dazi aggiuntivi su sale antigelo e cemento. Susan Collins aveva presentato la scelta come un risultato ottenuto sul piano politico, ma Troy Jackson aveva cercato di ridimensionarne il peso durante un confronto pubblico.
Il candidato democratico aveva osservato che i cittadini «non possano cibarsi di sale per le strade», mettendo in dubbio l’effetto concreto della misura sulla vita quotidiana. Il contenzioso avviato dal gruppo del New Jersey aggiunge ora un problema istituzionale alla discussione sui rapporti economici con Ottawa.
Il Canada torna al centro del voto
L’ipotesi allo studio prevede l’eliminazione del 50% dei dazi applicati a una parte dei beni agricoli e forestali canadesi. L’eventuale provvedimento potrebbe essere adottato già nei prossimi giorni e avrebbe un peso particolare nel Maine, dove la senatrice repubblicana moderata Susan Collins affronta il democratico Troy Jackson in una competizione molto ravvicinata.
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La misura interesserebbe anche Michigan e New Hampshire, Stati nei quali diversi esponenti repubblicani hanno segnalato le conseguenze della contrapposizione commerciale con il Canada. Tra loro figurano l’ex deputato Mike Rogers e l’ex senatore John Sununu, entrambi preoccupati per gli effetti delle tariffe sulle economie locali.
Lo sconto può cambiare il conto finale
L’alleggerimento per agricoltura e legname non comporterebbe necessariamente una riduzione complessiva delle merci colpite. Per mantenere il valore totale vicino ai 20 miliardi di dollari, l’amministrazione potrebbe trasferire il peso dei prelievi su altri comparti canadesi, applicando anche a questi dazi del 50%.
La Casa Bianca non ha confermato il piano. Un suo portavoce ha liquidato le anticipazioni come «pura speculazione», mentre l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti non ha fornito dichiarazioni. L’assetto definitivo resta quindi da stabilire, così come l’impatto effettivo della scelta sulla sfida elettorale di Collins.
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