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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Trump, doppio affondo: Macron nel mirino e l’Iran davanti a un bivio

Il presidente degli Stati Uniti accusa Parigi, Roma e Madrid sull’immigrazione e rilancia l’alternativa tra intesa con Teheran e intervento militare.

L’immigrazione è al centro dell’attacco politico rivolto da Donald Trump ai governi europei, mentre sul dossier iraniano il presidente degli Stati Uniti presenta una scelta radicale: trattare oppure puntare sulla distruzione militare. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un’intervista a Fox News.

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L’Iran tra accordo e forza militare

Parlando di Teheran, Trump ha descritto la situazione come un bivio senza alternative intermedie. «Devo stipulare un accordo o devo farla finita con loro? È questa l’unica domanda», ha affermato, indicando nella soluzione diplomatica o nell’azione militare le due strade possibili.

Il presidente ha inoltre sostenuto che gli Stati Uniti esercitino un controllo assoluto sullo stretto di Hormuz. Nel rivendicare la posizione americana, ha aggiunto: «Noi otteniamo tutto, loro non ottengono nulla».


Macron accusato sulla migrazione

Nel corso della stessa conversazione, Trump ha raccontato di aver messo in guardia Emmanuel Macron dalle conseguenze delle politiche migratorie francesi. Secondo il presidente americano, l’arrivo di persone ostili alla Francia starebbe mettendo in pericolo il Paese.

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La frase rivolta a Macron, riportata da Trump, è stata particolarmente dura: «Stai distruggendo la Francia, lasciando entrare persone che odiano il vostro Paese». L’accusa viene così collegata agli ingressi che, nella sua ricostruzione, alimenterebbero le tensioni interne.


Proteste anche in Italia e Spagna

Trump ha esteso il ragionamento ad altri due Paesi europei, citando Italia e Spagna. A suo giudizio, l’immigrazione su larga scala contribuirebbe a creare le condizioni per proteste e contestazioni anche sul loro territorio.

Il presidente non ha fornito ulteriori dettagli sugli episodi menzionati, ma ha presentato il fenomeno migratorio come un fattore comune alle difficoltà politiche che, secondo lui, stanno attraversando diverse nazioni europee.

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