Trump cambia tono su Meloni: dopo gli scontri torna il disgelo
Dalle accuse pubbliche al nuovo elogio del presidente americano: il legame tra Trump e la premier italiana ha attraversato una fase di forte tensione.
Donald Trump ha più volte trasformato i rapporti con i leader stranieri in scontri pubblici, come accaduto con Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca e con papa Leone XIV sul conflitto in Iran. Anche Keir Starmer è stato bersaglio delle sue critiche, mentre Joe Biden ha ricevuto il soprannome sprezzante di «Joe l’addormentato». Nel mirino del presidente americano sono finiti anche attori e giornalisti.
A questo quadro si aggiunge il rapporto altalenante con Giorgia Meloni. Dopo settimane senza contatti e una stagione segnata da accuse reciproche, Trump è tornato a usare parole concilianti nei confronti della presidente del Consiglio.
Il nuovo messaggio dalla Casa Bianca
Parlando con la stampa prima di decollare verso l’Alabama, Trump ha respinto l’idea che il legame con Meloni sia compromesso. «Il mio rapporto con Meloni è molto buono, mi è sempre piaciuta», ha affermato, rispondendo a una domanda sulle dure prese di posizione espresse in passato contro la premier italiana.
La frase arriva dopo una fase in cui la stessa Meloni aveva descritto il rapporto come più complicato del previsto. In un colloquio con il New York Times, nell’agosto 2026, aveva spiegato che la convergenza su immigrazione e cultura progressista le aveva fatto pensare a una collaborazione semplice, ma che gli sviluppi erano stati diversi. Alla domanda su un possibile contatto dopo l’estate, aveva risposto: «Vedremo».
Dalla sintonia alle accuse pubbliche
Il rapporto aveva conosciuto una stagione favorevole nel 2025. A gennaio Trump aveva ricevuto Meloni in Florida, presentandola come una figura politica forte e sottolineando la sintonia personale oltre a quella istituzionale. In aprile, durante il loro incontro alla Casa Bianca, l’aveva indicata tra le interlocutrici europee a lui più vicine, definendola anche una possibile leader di rilievo sulla scena internazionale.
Nel corso dello stesso anno, il presidente statunitense aveva continuato a parlare del legame con Meloni in termini positivi, descrivendolo come stabile e attribuendole qualità come autorevolezza, capacità e fascino. Il quadro è cambiato nel 2026, quando sono emerse divergenze su più fronti.
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Ad aprile Trump aveva criticato Meloni dopo che la premier aveva giudicato inaccettabili i suoi attacchi a papa Leone XIV. Il presidente americano aveva detto di averla considerata coraggiosa, salvo poi sostenere di essersi ricreduto. Altre tensioni erano nate in relazione al conflitto in Iran e alla posizione assunta dall’Italia, ritenuta da Trump non abbastanza vicina agli Stati Uniti.
Lo scontro dopo il vertice G7
La frattura più evidente si era manifestata a giugno, dopo il vertice del G7 di Evian. Trump aveva sostenuto che Meloni gli avesse chiesto con insistenza di posare per una fotografia e di aver accettato soltanto per compassione.
La presidente del Consiglio aveva reagito con durezza in un video diffuso sui social. Aveva contestato la ricostruzione del presidente americano, definendola inventata, e aveva lamentato il diverso atteggiamento mostrato da Trump verso i nemici dell’Occidente e degli Stati Uniti. La sua replica si era chiusa con una frase netta: «Io e l’Italia non imploriamo mai».
Il successivo silenzio tra i due leader, durato diverse settimane secondo quanto riferito dalla stessa Meloni, aveva reso ancora più significativo il nuovo intervento di Trump. La dichiarazione dalla Casa Bianca non cancella le tensioni del 2026, ma segnala almeno un ritorno a toni pubblicamente più favorevoli.
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