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Attualità 2 min di lettura52 min fa

Truffe nel trading online, sette arresti e 100 server sequestrati

Operazione coordinata in sei Paesi contro una società tedesca accusata di fornire piattaforme fraudolente a gruppi criminali

Sette persone sono state arrestate e oltre 100 server sono stati sequestrati in un’operazione internazionale contro una rete di truffe nel trading online. L’azione ha coinvolto Albania, Cipro, Finlandia, Germania, Kosovo e Macedonia del Nord, con il coordinamento di Europol ed Eurojust.

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Il meccanismo delle piattaforme false

Al centro dell’inchiesta c’è una società tedesca che avrebbe realizzato e fornito siti di investimento utilizzati da gruppi criminali attivi in più di cinquanta Paesi. Le piattaforme proponevano operazioni su criptovalute, valute estere e azioni, promettendo guadagni rapidi e consistenti.

Dopo il primo versamento, sui profili degli utenti comparivano utili inesistenti. Gli operatori dei call center sfruttavano quei risultati apparenti per convincere le vittime a trasferire somme sempre più alte. Quando arrivava la richiesta di prelievo, iniziavano rinvii e giustificazioni fino alla cessazione dei contatti, con la conseguente perdita del denaro.

La rete avrebbe inoltre utilizzato annunci ingannevoli e tecniche di promozione sul web per raccogliere i dati degli utenti interessati. Le informazioni venivano poi cedute ai gruppi che gestivano i call center, attivi secondo gli investigatori in Albania, Kosovo e Macedonia del Nord.


Quattro anni di indagini

Le perdite stimate superano i 4 milioni di euro. Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni in 17 sedi e raccolto server, documenti, altri elementi di prova e beni; le persone fermate attendono il trasferimento in Germania.

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L’indagine era partita nel 2022 dopo la denuncia di una coppia tedesca, impossibilitata a ritirare i soldi investiti su una piattaforma. Una prima operazione aveva portato a due arresti e al sequestro di materiale utile. Nel 2025 erano seguiti nuovi fermi e ulteriori acquisizioni di denaro e prove.

L’esame dei dati ha permesso di risalire alla società che, da Cipro e Israele, avrebbe messo a disposizione l’infrastruttura tecnologica e di ricostruire i rapporti con i gestori dei call center. La Procura tedesca di Itzehoe, nello Schleswig-Holstein, ha diretto l’intervento odierno.


Il coordinamento europeo

Europol ha analizzato le informazioni operative, confrontato i dati con i propri archivi e riunito gli investigatori dei diversi Paesi. Esperti dell’agenzia sono stati inviati in Albania e Kosovo per l’analisi forense digitale e per le verifiche immediate, mentre un centro di comando virtuale ha sostenuto il coordinamento dell’azione.

Eurojust ha agevolato l’esecuzione degli ordini europei di indagine, dei mandati d’arresto e dei provvedimenti di sequestro. Sono state create due squadre investigative comuni: una tra Albania, Germania e Polonia, l’altra tra Albania e Kosovo. Le attività giudiziarie sono state coordinate dalla sede dell’agenzia all’Aja.

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