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Attualità 2 min di lettura48 min fa

Regno Unito, Burnham nega il ritorno della libera circolazione

Il premier britannico rinvia ogni decisione ai cittadini e prepara il vertice con l’Unione europea del 20 novembre

Andy Burnham ha escluso di aver chiesto all’Unione europea il ripristino della libera circolazione tra Regno Unito e Stati membri. Il primo ministro britannico ha ribadito che ogni eventuale scelta sulla Brexit dovrà essere affidata ai cittadini.

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Il confronto sull’immigrazione

Intervistato da ITV, Burnham ha detto di voler promuovere una «discussione onesta» sugli effetti dell’uscita dall’Unione europea sui flussi migratori. Secondo il premier, le politiche adottate dopo la Brexit hanno modificato la provenienza dei migranti, sostituendo in parte quelli europei con persone arrivate da altri Paesi.

«Non ho proposto il ripristino della libera circolazione», ha precisato Burnham. Il primo ministro ha aggiunto che il governo dovrebbe affrontare con gli elettori il cambiamento registrato nell’immigrazione, senza anticipare quale debba essere la loro scelta.


Le intese attese con Bruxelles

Il prossimo incontro tra il governo britannico e l’Unione europea è fissato per il 20 novembre. Sul tavolo potrebbero finire accordi riguardanti alimenti, bevande, emissioni e mobilità dei giovani, oltre alla ricerca di un rapporto stabile nel lungo periodo.

Burnham ha lasciato aperte diverse possibilità di collaborazione, ma ha negato che siano in discussione il ritorno del Regno Unito nell’Unione come membro pieno, l’ingresso nel mercato unico o l’adesione allo spazio Schengen. Secondo quanto riferito dal Guardian, una bozza di intesa sarebbe già stata sottoposta ai 27 Stati membri.

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Il possibile accordo sugli studenti

Le autorità britanniche starebbero valutando uno stanziamento annuale fino a 450 milioni di sterline, pari a circa 539 milioni di euro. Le risorse servirebbero a garantire agli studenti dell’Unione europea rette universitarie più basse.

L’ipotesi sarebbe collegata alla richiesta di partecipare al programma industriale denominato «Made in Europe». L’eventuale intesa dipenderebbe quindi dall’autorizzazione di Bruxelles a coinvolgere il Regno Unito nell’iniziativa.


La posizione dell’opinione pubblica

Il primo ministro ha sostenuto che l’atteggiamento dei cittadini britannici verso l’adesione all’Unione europea potrebbe essere cambiato. Non ha tuttavia indicato quale soluzione ritenga preferibile.

«L’ultima parola su tutto ciò che riguarda la Brexit deve spettare al pubblico», ha dichiarato Burnham, confermando che il governo non intende sostituirsi agli elettori nelle decisioni future.

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