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Trivelle e rinnovabili, cambiano le regole: cosa prevede il decreto

Un emendamento amplia il raggio d’azione del commissario sugli iter per gli idrocarburi, mentre nuove eccezioni riguardano gli impianti nelle fasce di tutela dei siti Unesco.

Il commissario incaricato di sbloccare i procedimenti sulle attività estrattive potrebbe ottenere competenze molto più ampie di quelle previste inizialmente. L’emendamento approvato in Senato gli consentirà infatti di intervenire anche sugli atti regionali e locali necessari a chiudere l’iter autorizzativo.

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Il commissario avrà più margini

La modifica, presentata da Claudio Fazzone (Fi), estende l’intervento sostitutivo a qualsiasi atto intermedio o autorizzazione, indipendentemente dalla denominazione utilizzata, che rientri nelle competenze della Regione o degli enti locali. L’obiettivo è evitare che un passaggio amministrativo ancora pendente impedisca la conclusione della procedura.

Il rafforzamento si inserisce nel meccanismo già previsto dal decreto del 10 settembre per accelerare le attività di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi sulla terraferma. La procedura comprende anche la perforazione dei pozzi e il rilascio o il rinnovo di permessi e concessioni.


Cosa accade se la Regione non decide

Quando l’amministrazione regionale non raggiunge l’intesa entro 45 giorni dalla ricezione degli atti, il presidente del Consiglio può assegnarle un ulteriore termine, che non può superare i 60 giorni. Nel procedimento unico introdotto nel 2022, la scadenza viene invece ridotta a 30 giorni.

Se anche questo secondo termine trascorre senza una decisione, il Consiglio dei ministri può nominare un commissario ad acta. Con il nuovo correttivo, il suo intervento non si limiterebbe alla sola intesa: potrebbe comprendere tutti gli adempimenti indispensabili per arrivare alla conclusione del procedimento.

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Più aperture per le rinnovabili

Sul fronte degli impianti da fonti rinnovabili, la novità riguarda le fasce di rispetto dei siti riconosciuti dall’Unesco. Sarà possibile realizzarvi impianti soggetti a procedura abilitativa semplificata o ad autorizzazione unica, ma soltanto quando l’intervento ricada interamente nella fascia tutelata e il terreno possieda i requisiti stabiliti per le aree idonee dalla normativa nazionale o regionale.

L’apertura non equivale però all’applicazione automatica del regime più rapido riservato alle aree idonee. Per questi progetti resterà necessario seguire il procedimento ordinario previsto per l’autorizzazione.


Il passaggio ora in Senato

Un’ulteriore disposizione limita la possibilità delle Regioni di modificare il quadro già definito a livello statale. Nel fissare per legge altre aree idonee, gli enti regionali non potranno infatti escludere o rimettere in discussione quelle che la normativa nazionale ha già riconosciuto come tali.

Gli emendamenti sono stati approvati dalla Commissione Ambiente del Senato. Il decreto carburanti, con le modifiche approvate, è atteso mercoledì all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.

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