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Attualità 2 min di lettura19 ore fa

Trento, 17enne arrestato: armi, propaganda e il video della strage

La Digos di Verona ha fermato un ragazzo trovato con materiale suprematista, armi e documenti sulle tecniche terroristiche: sul telefono anche messaggi di esaltazione del killer di Christchurch.

Un ragazzo di 17 anni della provincia di Trento è stato arrestato dopo la scoperta di un arsenale e di numerosi contenuti legati all’estremismo neonazista e suprematista. Nella sua abitazione sono stati trovati pistole, katane, machete, balestre, vessilli ideologici, documenti propagandistici e testi dedicati alla fabbricazione di ordigni artigianali.

Sul telefono del minore era inoltre presente il filmato integrale della strage compiuta nel 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda, da Brenton Tarrant contro due moschee. L’attacco provocò 51 morti e 40 feriti. In alcune conversazioni, il giovane avrebbe indicato l’autore della strage come un esempio da seguire e definito gli attentatori suprematisti “eroi bianchi”.


L’indagine è partita dai canali estremisti

L’attività investigativa della Digos di Verona è cominciata nell’autunno del 2025, durante il controllo di ambienti digitali riconducibili al suprematismo. Gli investigatori hanno individuato un utente ritenuto fortemente radicalizzato e orientato alla violenza. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il ragazzo diffondeva materiale di propaganda e messaggi celebrativi riferiti anche ad Atomwaffen Division.

Il 17enne si sarebbe inoltre presentato come “Vice Capo” del Ffi-Fronte Fascista Italiano e avrebbe svolto un ruolo operativo nella selezione di possibili nuovi aderenti. Gli accertamenti hanno portato gli investigatori fino alla sua abitazione e ai dispositivi elettronici in suo possesso.


Nei dispositivi una raccolta di manuali

Le verifiche sui telefoni hanno fatto emergere, oltre ai contenuti neonazisti e suprematisti pubblicati sui social, una serie di documenti considerati di interesse investigativo. Tra questi figuravano testi sulla preparazione di ordigni artigianali, indicazioni relative a sostanze chimiche pericolose e una guida sulle modalità di realizzazione di attentati con veicoli pesanti.

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Gli investigatori hanno trovato anche un elenco di veleni, materiale sul funzionamento e sull’uso delle armi da fuoco e un documento dedicato alle tecniche di pedinamento, aggressione e uccisione di persone. I contenuti sono ora al vaglio nell’ambito dell’inchiesta, insieme agli oggetti sequestrati nella casa del ragazzo.


Il trasferimento al centro minorile

L’arresto è avvenuto in flagranza per il possesso di materiale ritenuto riconducibile a finalità terroristiche. Dopo le formalità, il minore è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza per minori di Treviso, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

La ricostruzione degli investigatori dovrà chiarire il livello di coinvolgimento del ragazzo negli ambienti estremisti e l’eventuale portata dei suoi contatti. Particolare attenzione è rivolta ai messaggi, ai materiali conservati sui telefoni e al ruolo che il 17enne sosteneva di ricoprire all’interno del gruppo da lui indicato.

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