Tregua energetica, l’avvertimento di Zelensky: «Se Mosca rifiuta, reagiremo
Kiev denuncia nuovi bombardamenti dopo l’annuncio di Trump, mentre il Cremlino parla di contatti in corso e chiede una pace duratura.
La tregua energetica annunciata da Donald Trump tra Russia e Ucraina resta priva di un’intesa pubblicamente confermata. Mentre Kiev riferisce di nuovi attacchi contro centrali, reti elettriche e abitazioni, Volodymyr Zelensky avverte che le forze ucraine risponderanno se Mosca non interromperà i bombardamenti sulle infrastrutture strategiche.
Nelle ultime 24 ore, secondo le autorità regionali ucraine, almeno 10 persone sono morte e altre 73 sono rimaste ferite. Il bilancio comprende vittime registrate in diverse aree del Paese, colpite da raid russi nonostante l’annuncio americano.
Douglas
-25% su app da Douglas con Beauty Card
Zelensky lega la tregua alla risposta russa
Intervenendo con un videomessaggio durante il forum sulla sicurezza di Varsavia, Zelensky ha posto una condizione precisa: Kiev sospenderà gli attacchi contro raffinerie ed esportazioni petrolifere russe soltanto se Mosca fermerà le proprie offensive contro la rete energetica ucraina e le infrastrutture critiche. «Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo», ha dichiarato il presidente ucraino.
La sera precedente Zelensky aveva riferito di bombardamenti avvenuti dopo l’iniziativa annunciata da Trump. A Kiev una centrale elettrica era stata colpita poco prima di un colloquio, con conseguenti interruzioni della corrente in varie zone; successivamente erano stati segnalati danni anche a impianti energetici della regione di Kharkiv. Il presidente ucraino ha inoltre affermato di non essere stato informato in anticipo dell’intesa e ha chiesto a Washington di chiarire da quando dovrebbe decorrere.
A Kharkiv e nei centri vicini, gli attacchi hanno provocato cinque morti e 42 feriti, secondo il governatore Oleh Syniehubov. Un impianto energetico è stato colpito anche nella regione di Zhytomyr, senza vittime, mentre nella capitale un elettrodotto ad alta tensione danneggiato ha lasciato vaste aree senza acqua corrente e ha causato interruzioni temporanee dell’elettricità.
Mosca frena sull’accordo
Il Cremlino non ha confermato che la sospensione degli attacchi energetici sia già operativa. Il portavoce Dmitrij Peskov ha spiegato che i contatti proseguono e che eventuali novità saranno comunicate, evitando però di parlare di un accordo effettivamente entrato in vigore.
Rispondendo alla proposta ucraina di una tregua generale di 60 giorni, collegata alla possibilità di organizzare nuove elezioni, Peskov ha ribadito la posizione russa: «Non vogliamo un cessate il fuoco, vogliamo una pace duratura». Mosca, ha aggiunto, considera positivamente il lavoro diplomatico degli Stati Uniti e sostiene gli sforzi dei negoziatori americani.
Il portavoce russo ha anche respinto l’idea che Mosca voglia separare Washington dai Paesi europei. Secondo Peskov, la Russia cerca un’intesa per chiudere il conflitto, mentre l’Europa sarebbe più vicina alla posizione dei sostenitori della guerra che a quella di chi punta alla pace.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
L’Europa chiede pressione su Mosca
Da Lussemburgo, l’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha sostenuto che le elezioni ucraine dovrebbero svolgersi dopo la conclusione della guerra. A suo giudizio, durante un conflitto aperto il voto rischierebbe di accentuare le divisioni interne e di indebolire la coesione della popolazione, mentre la priorità resta esercitare pressione sulla Russia affinché interrompa le ostilità.
Kallas ha osservato che una vera tregua dovrebbe fermare anche le uccisioni, non soltanto i colpi contro gli impianti energetici. Ha inoltre invitato gli Stati Uniti a rafforzare le sanzioni contro Mosca, sostenendo che gli attacchi alle raffinerie cesserebbero se la guerra arrivasse al termine.
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsakhna ha riferito che l’Unione europea ha inserito nelle proprie liste di sanzioni quasi 1.600 aziende e persone coinvolte nel conflitto, definendo il provvedimento il più ampio mai approvato dal blocco europeo.
La notte dei droni e i nuovi morti
Secondo l’aeronautica militare ucraina, le forze russe hanno lanciato 121 droni d’attacco, compresi 76 apparecchi a reazione e diversi droni esca dei modelli Gerbera e Parodiya. Le difese ucraine ne hanno abbattuti o neutralizzati 89; incursioni sono state registrate in 15 località e i resti dei velivoli intercettati sono caduti in quattro aree.
Nella regione di Ivano-Frankivsk, un attacco ha ucciso tre militari ucraini e ne ha feriti altri tre. Nel Donetsk orientale si conta invece una vittima e 18 feriti: Sloviansk è stata la località più colpita, con un morto e dieci persone ferite.
A Sumy, infine, un uomo di 39 anni è morto quando un drone russo ha colpito un’auto civile. Altre tre persone sono rimaste ferite, tra loro due paramedici.
Continua a leggere
Amazzonia, dieci ex Farc alla sbarra: accuse fino a 20 anni
La giustizia speciale colombiana contesta ai vecchi comandanti violenze e danni ambientali subiti da cinque popoli indigeni tra il 1996 e il 2016.
Iran, il piano discusso prima del voto: cosa si sono detti Trump e Netanyahu
Secondo Axios, i due leader avrebbero valutato una nuova operazione contro Teheran mentre Israele e Stati Uniti mantengono le forze pronte.
Piano di pace per Kiev, il Cremlino cade dalle nuvole: i 4 punti
Washington e le capitali europee lavorano a un’intesa con sicurezza, ricostruzione e tregua sul fronte, ma Mosca nega di essere stata coinvolta.
Quando la guerra entra nella satira: la Nato secondo Ellekappa
La vignetta firmata Ellekappa porta al centro il timore di un possibile conflitto e il ruolo della Nato nel clima internazionale.