Torino, scuole occupate e danni: il fronte degli studenti si spacca
Scontri al Colombatto, finestre infrante al Basso Monti e nuovi identificati dopo i blitz negli istituti Peano e Boselli.
Non si placa la protesta nelle scuole di Torino, dove alle occupazioni si sono aggiunti episodi di violenza e danneggiamenti. Nella giornata di oggi la polizia è intervenuta in più istituti, mentre il Giordano Bruno è entrato nell’elenco delle scuole occupate.
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Vetri rotti e versioni contrapposte
La situazione più grave è stata segnalata al Basso Monti, in via Meucci. Un gruppo di giovani con il volto coperto, arrivato secondo alcune studentesse dopo una manifestazione al Sella, non sarebbe riuscito a entrare nell’edificio perché le porte erano state chiuse. Dall’esterno sarebbero stati azionati alcuni estintori contro la facciata e sarebbero state infrante le finestre rivolte verso corso Galileo Ferraris, colpite con pietre e aste.
Al Colombatto, invece, il confronto ha coinvolto studenti favorevoli e contrari all’occupazione. Davanti all’ingresso si sono verificati insulti, spintoni e il lancio di petardi; secondo alcuni testimoni ci sarebbero stati anche calci e pugni. Tra gli studenti schierati contro la protesta erano presenti militanti di Azione Studentesca, formazione giovanile vicina a Fratelli d’Italia.
Occupazioni, blitz e interventi della polizia
La sede principale del Colombatto, secondo il rappresentante degli studenti contrari, non sarebbe stata occupata. Alcuni giovani avrebbero però raggiunto la succursale, dove sarebbero comparsi anche esponenti di Osa, organizzazione studentesca di sinistra. Le ricostruzioni delle due parti divergono: Azione Studentesca sostiene di aver impedito l’ingresso nell’edificio centrale, mentre Osa afferma che gli occupanti sono riusciti a entrare nella succursale. Dopo l’arrivo della polizia, la situazione è tornata tranquilla.
Sempre al Colombatto, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone ha annunciato un incontro con gli studenti contrari all’occupazione. Osa ha definito «gravissimo» il tentativo di fermare con la forza l’ingresso dei manifestanti e ha invitato a proseguire la mobilitazione, richiamando anche lo sciopero generale previsto domani e venerdì 30 ottobre.
Dai danni al Peano alle nuove proteste
Il quadro si inserisce nelle agitazioni cominciate nei giorni scorsi. Dopo gli episodi avvenuti al Boselli e al Peano, istituti rimasti chiusi a causa dei danneggiamenti attribuiti a giovani incappucciati, la polizia ha identificato alcuni studenti tra i 16 e i 20 anni. Gli investigatori li ritengono coinvolti, come promotori o co-promotori, nelle proteste all’Itis Peano.
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Durante quei fatti sarebbero stati rovinati arredi e materiale didattico, distrutti computer e svuotati estintori. Alcune delle scene sono state registrate in video poi diffusi sui social network. Nel frattempo, la mobilitazione si è allargata anche al Giordano Bruno, occupato da questa mattina.
Le ragioni rivendicate dai collettivi
Assemblea studentesca collega le occupazioni alla contestazione della riforma Valditara, alle critiche contro il razzismo istituzionale e la guerra, alla richiesta di maggiori risorse per gli edifici scolastici e all’opposizione alla trasformazione delle scuole in strutture percepite come militarizzate. Il gruppo accusa inoltre il Governo Meloni e il prefetto di Torino di dividere il movimento tra studenti considerati “buoni” e “cattivi”.
Sui danneggiamenti, il collettivo respinge l’ipotesi degli infiltrati e sostiene che questi comportamenti siano il segnale di un disagio maturato all’interno delle scuole. «La scuola è aperta a chi decidiamo noi», afferma Assemblea studentesca, rivendicando la possibilità di mettere in contatto realtà scolastiche diverse.
Osa, vicino agli ambienti antagonisti e spesso presente nelle mobilitazioni No Tav insieme ad Askatasuna, ha invece rilanciato l’appello a imitare le proteste francesi. Il collettivo invita gli studenti a svuotare gli istituti e a partecipare alla mobilitazione insieme ai lavoratori, mentre il confronto tra favorevoli e contrari alle occupazioni resta aperto.
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