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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Torino-Lione nel mirino: la marcia No Tav e l’affondo di Appendino

La mobilitazione ha riunito partecipanti provenienti da Torino e dalla Val di Susa, uniti nella contestazione dell’opera e dei suoi costi pubblici.

La protesta contro la linea ferroviaria Torino-Lione è tornata a riempire le strade della Val di Susa. Alla marcia hanno preso parte persone arrivate dal capoluogo piemontese e dai diversi comuni della valle, con un messaggio condiviso: il progetto viene considerato inutile e troppo oneroso per le casse pubbliche.


Una mobilitazione oltre la valle

La partecipazione ha coinvolto sia il territorio direttamente interessato dai lavori sia Torino. Il corteo ha così riunito realtà locali e manifestanti provenienti dall’esterno della Val di Susa, riportando al centro il dissenso del movimento No Tav.

Al centro della contestazione ci sono le conseguenze attribuite alla realizzazione dell’opera e l’impiego delle risorse statali. I partecipanti hanno indicato nella Torino-Lione un intervento privo di utilità e un esempio di spreco di denaro pubblico.

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Appendino attacca i costi dell’opera

Tra le voci intervenute c’è quella di Chiara Appendino. L’ex sindaca di Torino ha definito la Torino-Lione un «pozzo senza fondo», collegando la sua critica soprattutto alla spesa necessaria per portare avanti il progetto.

La manifestazione ha quindi intrecciato la contrarietà all’infrastruttura con la richiesta di fermare quello che i partecipanti considerano un investimento sbagliato. La protesta ha ribadito, in particolare, l’opposizione alla prosecuzione di un’opera giudicata inutile e dispendiosa.

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