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Attualità 3 min di lettura56 min fa

Caso Ranucci, accuse incrociate: cosa è successo nell’appartamento

Il direttore di Mow Mag respinge l’ipotesi di intrusione, mentre i carabinieri raccolgono testimonianze e il M5s sollecita verifiche alla Rai

La vicenda è ora nelle mani dei carabinieri, dopo il presunto tentativo di accesso in un appartamento nella disponibilità di Sigfrido Ranucci. Il giornalista sostiene che un cronista abbia cercato di entrare con modalità ingannevoli; Moreno Pisto, direttore di Mow Mag e ospite di Filo Rosso su Rai3, offre invece una ricostruzione opposta. Sul caso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, che chiede alla Rai di accertare la compatibilità dell’episodio con le regole del servizio pubblico.


Due versioni davanti agli investigatori

Ranucci ha raccontato che il giornalista avrebbe usato generalità false per farsi aprire e avrebbe coinvolto una donna delle pulizie, inducendola a suonare ai citofoni degli altri residenti. Secondo la sua ricostruzione, l’obiettivo sarebbe stato ottenere informazioni sugli accessi all’immobile, ma la donna avrebbe rifiutato di fornirle.

Il giornalista ha inoltre riferito che un inquilino, insospettito, avrebbe trovato sul pianerottolo due persone: un uomo con uno zaino e una donna riconoscibile per il dialetto campano. I due, sempre secondo il racconto di Ranucci, si sarebbero presentati come addetti alle pulizie, spiegazione che lui considera non veritiera. «Ieri mattina un giornalista avrebbe fornito false generalità e cercato di entrare nell’appartamento», ha scritto Ranucci sui social, definendo l’accaduto un tentativo di violazione di domicilio.

Gli investigatori avrebbero già ascoltato più persone e acquisito le immagini delle telecamere. L’ipotesi sulla quale si stanno muovendo è quella della violazione di domicilio. Ranucci non ha indicato pubblicamente il nome del cronista, ma la testata diretta da Pisto ha ricondotto a lui l’episodio.


Pisto nega l’ingresso nell’edificio

Mow Mag non contesta che Pisto si sia recato nei pressi dell’abitazione, ma attribuisce alla visita un motivo diverso: cercare Laura Cianfoni, indicata come persona vicina a Ranucci. La testata sostiene che il direttore volesse provare a rintracciarla e nega che abbia oltrepassato l’ingresso del condominio.

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«Non c’è stata nessuna violazione di domicilio e il nostro direttore ha semplicemente suonato un citofono», è la posizione riportata da Mow Mag. Secondo questa versione, dopo aver saputo che Cianfoni non era presente, Pisto avrebbe rivolto qualche domanda a una donna delle pulizie e si sarebbe allontanato senza entrare nel palazzo.

Il nuovo scontro arriva mentre Ranucci è già al centro dell’attenzione per l’inchiesta sull’attentato che avrebbe subito e che, secondo gli elementi citati nel caso, sarebbe stato commissionato dall’amico Valter Lavitola. L’episodio nell’abitazione riporta così il giornalista e i suoi rapporti con alcuni colleghi al centro del dibattito.


Il M5s chiede una verifica alla Rai

I parlamentari del Movimento 5 Stelle presenti nella commissione di Vigilanza Rai hanno definito «sconcertante» la vicenda che coinvolge Pisto, sottolineando il suo ruolo di direttore di Mow Mag e la partecipazione a Filo Rosso. A loro giudizio, le modalità descritte da Ranucci andrebbero oltre la normale attività giornalistica e solleverebbero dubbi sul rispetto della riservatezza.

Il gruppo parlamentare chiede quindi all’azienda di ricostruire quanto accaduto e di valutare se il comportamento contestato sia coerente con il Codice etico e con i principi del servizio pubblico. La richiesta arriva mentre la Rai è chiamata a chiarire se, in casi che coinvolgono propri collaboratori o ospiti, le stesse regole debbano valere senza eccezioni.

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