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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Torino, dodici ore di paura: il compagno finisce in carcere per tortura

La donna è arrivata in ospedale con ferite diffuse, segni al collo e un trauma al volto: i carabinieri hanno trovato in casa armi improvvisate e strumenti per immobilizzarla.

È riuscita a chiedere aiuto dopo essere stata sottoposta per ore a violenze fisiche e psicologiche dal compagno. La donna, soccorsa il 3 ottobre, è stata portata in ospedale con fascette serrate alle caviglie, lesioni in varie parti del corpo, segni compatibili con uno strangolamento e un trauma al volto. Per l’uomo è scattato l’arresto con l’ipotesi di tortura.


La richiesta d’aiuto dopo le violenze

Secondo quanto riferito ai sanitari, l’episodio sarebbe durato circa 12 ore. Il rapporto era iniziato come una pratica sessuale concordata, ma il partner avrebbe poi oltrepassato i limiti stabiliti, proseguendo con comportamenti violenti non accettati dalla donna.

La vittima avrebbe subito scariche elettriche con un dispositivo artigianale, colpi sparati da una pistola ad aria compressa, percosse e costrizioni al collo. In seguito sarebbe riuscita a contattare il 112, chiedendo l’intervento dei soccorritori e spiegando di essere stata sottoposta a violenze sessuali alle quali si era opposta, ritirando il consenso inizialmente espresso.


In casa trovati gli strumenti delle sevizie

La segnalazione partita dall’ospedale ha fatto intervenire i carabinieri della Compagnia di Chieri, nel Torinese. Quando i militari hanno raggiunto l’abitazione, avrebbero trovato il compagno impegnato a riordinare gli ambienti e in condizioni riconducibili all’assunzione di sostanze stupefacenti; l’uomo avrebbe sostenuto che anche la donna ne avesse fatto uso.

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L’appartamento presentava evidenti segni di disordine, ritenuti compatibili con una colluttazione. I carabinieri hanno inoltre sequestrato un sistema rudimentale fissato a una parete, che sarebbe servito a tenere la compagna sospesa per i polsi, oltre alle fascette utilizzate per bloccarla.


L’indagine e la misura cautelare

In un’altra parte della casa è stato trovato un apparecchio elettrico ricavato dalla modifica di una racchetta per insetti. Gli investigatori hanno recuperato anche una pistola a gas con numerosi proiettili e diversi oggetti destinati a pratiche sessuali estreme, tra cui catene e strumenti dotati di punte.

Dopo la raccolta della testimonianza e gli accertamenti nell’abitazione, la magistratura ha contestato all’uomo l’accusa di tortura. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

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