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Attualità 3 min di lettura16 ott

Torino, corteo studentesco sotto pressione: 15 ragazzi identificati

Il raduno del No Meloni Day richiama circa mille giovani tra divieti, volti coperti e tensioni dopo gli assalti nelle scuole del capoluogo piemontese

Circa mille studenti si stanno concentrando a Torino per il corteo del No Meloni Day, mentre resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine dopo gli episodi di vandalismo e le aggressioni segnalate negli istituti della città. Il raduno coinvolge diversi punti del capoluogo e della provincia, dove da giorni si susseguono occupazioni, scioperi e autogestioni.

La manifestazione ha già prodotto conseguenze sulla mobilità: la metropolitana non effettua fermate a Porta Susa in nessuna delle due direzioni. Ai passeggeri vengono indicate come alternative le stazioni di Vinzaglio e XVIII dicembre.

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Volti coperti, scattano le identificazioni

Il prefetto di Torino, Donato Carfagna, ha vietato di portare al corteo, senza una motivazione valida, caschi, maschere, passamontagna e qualunque altro oggetto utile a rendere irriconoscibile il volto. Il provvedimento riguarda anche fumogeni e materiali esplosivi.

La polizia ha già controllato e identificato una quindicina di ragazzi trovati con il viso coperto, in contrasto con le disposizioni stabilite per la manifestazione. Nel corteo alcuni partecipanti indossano abiti scuri e usano scaldacollo per nascondere la bocca; in almeno un caso è stato visto anche un bastone di legno.


La protesta si allarga tra le scuole

I primi gruppi sono arrivati da Palazzo Nuovo, piazza XVIII dicembre, piazza Arbarello e altri punti della città. In piazza XVIII dicembre, dove inizialmente si erano raccolte circa trecento persone, gli studenti hanno atteso l’arrivo degli altri spezzoni prima di proseguire.

Tra gli istituti rappresentati figurano Curie, Alfieri, Giolitti, Copernico Luxembourg, Cattaneo e Newton. Alla mobilitazione partecipano anche esponenti di Askatasuna, gruppi No Tav e sostenitori della causa palestinese, insieme a bandiere dell’Albania e a messaggi di solidarietà verso le proteste giovanili in corso in Francia.

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Slogan e accuse alla politica

Nel corteo è comparso uno striscione rosso con la richiesta di destinare risorse alla scuola invece che alla guerra. Un altro messaggio definisce gli istituti “in rivolta per un futuro nuovo”. Durante la manifestazione, cinque studentesse hanno impresso vernice rossa sulle immagini di Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Giuseppe Valditara, Elly Schlein e sul simbolo di Leonardo.

A parlare delle ragioni della protesta è stato anche Federico Ponti, 18 anni, del liceo Pascal di Giaveno. Il giovane ha raccontato che l’occupazione tentata il giorno precedente è stata interrotta dopo l’intervento dei carabinieri e ha indicato tra le priorità la manutenzione degli edifici, il riscaldamento delle aule e maggiori investimenti nelle strutture scolastiche.


Percorso sorvegliato dalle forze dell’ordine

Dopo la partenza da via Cernaia, il corteo ha deviato verso piazza Solferino. Alcuni manifestanti hanno corso dietro al camion che apriva la marcia, seguiti dal cordone degli agenti in tenuta antisommossa. Lo speaker ha invitato i partecipanti a non arretrare, sostenendo che, in assenza di ascolto, gli studenti avrebbero fatto pressione con maggiore forza.

Il tragitto previsto comprende corso Vittorio Emanuele II, lungo Po, corso San Maurizio, corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, piazza Statuto, corso Inghilterra, via Cavalli e via Falcone. Il percorso si sviluppa tra corso Cairoli, corso San Maurizio, Rondò Rivella e le vie vicine a piazza Statuto, prima del ritorno verso corso Vittorio Emanuele II.

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