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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tokyo alza la posta: il Gcap al centro della nuova strategia

Il programma del caccia di sesta generazione riflette la svolta del Giappone, sempre più coinvolto nella sicurezza dell’Asia-Pacifico.

La crescente pressione cinese e i dubbi sulla continuità dell’impegno statunitense verso gli alleati asiatici stanno spingendo Tokyo a rivedere il proprio ruolo militare. Al centro di questa trasformazione c’è il Gcap, il programma per un caccia di sesta generazione sviluppato insieme a Regno Unito e Italia.


Tokyo rivede il proprio ruolo

Negli ultimi dodici mesi il Giappone ha compiuto passi significativi sul piano della sicurezza. Il governo ha indicato come possibile un intervento a sostegno di Taiwan nel caso di un’aggressione cinese, ha accelerato l’incremento delle risorse destinate alla difesa e ha ridotto numerosi ostacoli alla vendita di armamenti all’estero.

Questa evoluzione nasce anche dal rafforzamento delle attività cinesi nell’area e dalla percezione di una minore disponibilità degli Stati Uniti a offrire garanzie ai partner della regione. Tokyo, di conseguenza, sta ridefinendo la propria postura strategica e la propria responsabilità nel mantenimento degli equilibri politici e militari dell’Asia-Pacifico.


Il caccia che unisce tre Paesi

La svolta è emersa con particolare chiarezza al salone internazionale di Farnborough, dove nel luglio scorso il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi si è presentato sia come potenziale acquirente sia come rappresentante di un Paese pronto a proporsi sul mercato degli armamenti. Il ministro è stato fotografato accanto a un modello in scala reale del futuro velivolo, destinato a diventare il fulcro del Gcap.

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Il progetto non riguarda soltanto un aereo con pilota. L’obiettivo è creare un sistema integrato per il combattimento aereo, capace di combinare sensori evoluti, intelligenza artificiale e cooperazione con piattaforme autonome e senza equipaggio. Lo sviluppo è affidato a Edgewing, società nata dalla collaborazione tra BAE Systems, Leonardo e Jaiec.

Per il Giappone si tratta del più ambizioso programma di difesa mai avviato. Il percorso era stato impostato nel 2016, quando il premier Shinzo Abe aveva promosso l’idea di un Indo-Pacifico libero e aperto, ma sotto il governo della premier Sanae Takaichi ha ricevuto una spinta ulteriore.

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