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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Teheran avverte Washington: reazione decisiva a nuovi attacchi

Il presidente Usa cita uno o due possibili obiettivi, mentre i negoziati restano incerti e Londra viene sanzionata

Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità di nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran, indicando anche uno o due siti ancora da colpire. Teheran ha replicato minacciando una reazione militare contro gli Stati Uniti.

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Trump non esclude nuove operazioni

Interpellato sulla possibilità di ordinare altri raid, il presidente americano ha risposto senza confermare né smentire: «Se avessi intenzione di farlo, ve lo direi?». L’ipotesi di un intervento dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre continua così a essere discussa a Washington.

Trump ha sostenuto che l’Iran sarebbe interessato a raggiungere un’intesa, pur giudicando poco affidabile il comportamento negoziale di Teheran. Secondo il presidente, gli interlocutori iraniani accettano gli accordi per poi ritirarsi dalle posizioni assunte.


I possibili obiettivi militari

Durante un incontro con i giornalisti nella sua residenza in Florida, Trump ha affermato che il programma nucleare iraniano è stato in gran parte neutralizzato. Ha però aggiunto che resterebbero «uno o due siti» da affrontare, un’operazione che, a suo dire, potrebbe essere completata in dieci minuti.

Tra gli obiettivi citati c’è Pickaxe Mountain, struttura sotterranea che gli Stati Uniti ritengono collegata alle attività nucleari iraniane. Il presidente ha precisato che Washington non avrebbe fretta di riprendere le azioni militari, mentre secondo il Wall Street Journal avrebbe avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.


La risposta di Teheran

A Teheran, Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha lanciato un avvertimento in un’intervista a un’emittente locale. «Se non puniamo Trump e gli Stati Uniti, domani altri Paesi penseranno che attaccare l’Iran non comporti conseguenze», ha dichiarato.

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Rezaei ha riferito che Arabia Saudita, Turchia e Pakistan avrebbero espresso preoccupazione per un possibile allargamento delle operazioni israeliane contro altri Paesi musulmani. Ha inoltre annunciato che, in caso di nuovo attacco, la reazione iraniana sarebbe «decisiva» e accompagnata da colpi contro gli interessi americani.


Washington punta sui negoziati

Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto ad Atlanta, durante il vertice del G20, che Trump non ha ancora deciso se autorizzare una nuova operazione militare. Ha spiegato che il presidente preferisce una soluzione diplomatica, pur sostenendo che gli Stati Uniti dispongono delle capacità necessarie per colpire obiettivi iraniani.

Qatar e Pakistan stanno intanto cercando di favorire la ripresa dei colloqui diretti tra Washington e Teheran. Rubio ha accusato il governo iraniano di minacciare le infrastrutture energetiche regionali e ha definito anomalo un simile atteggiamento.


Teheran colpisce Londra

Il ministero degli Esteri iraniano ha inserito i servizi segreti britannici MI6 tra i gruppi ostili e ha classificato la Royal Navy e la Royal Air Force come organizzazioni terroristiche. La decisione è stata adottata sulla base di una risoluzione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale ed è entrata in vigore con la pubblicazione della nota.

Teheran ha collegato il provvedimento alle iniziative britanniche dell’ultimo anno, tra cui il sostegno militare e logistico fornito a Stati Uniti e Israele durante il conflitto. Nel mirino anche la scelta, risalente al 13 luglio, di indicare i Guardiani della Rivoluzione come responsabili di minacce alla sicurezza nazionale.

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