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Attualità 3 min di lettura24 min fa

Bolton sulle elezioni Usa: Trump sarà giudicato dall'economia

Inflazione, costo della vita e lavoro orienteranno il voto del 3 novembre, secondo l'ex consigliere per la Sicurezza nazionale

Le elezioni di metà mandato del 3 novembre saranno soprattutto un giudizio su Donald Trump. A pesare sulle scelte degli elettori, secondo John Bolton, saranno soprattutto inflazione, costo della vita e timori per l'occupazione.

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Economia al centro del voto

L'ex consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti ritiene che il presidente abbia trasformato il voto in un referendum sulla propria persona e sulla gestione dell'economia. Anche molti elettori indipendenti e una parte dei repubblicani, secondo la sua analisi, potrebbero usare le urne per esprimere il malcontento verso Trump, pur non trovandosi di fronte alla sua candidatura diretta.

Per i democratici, il tema decisivo sarà il potere d'acquisto delle famiglie. Nel 2024 diversi elettori avevano scelto Trump perché giudicavano insufficiente l'operato economico di Joe Biden e non ritenevano che Kamala Harris avrebbe fatto meglio. La promessa di una gestione più efficace, però, non sarebbe stata mantenuta.

Bolton ha collegato anche l'aumento dei prezzi della benzina alla guerra nel Golfo, ma ha distinto le cause economiche dalle motivazioni politiche del voto: gli americani, ha detto, "non stanno votando contro la guerra, ma contro le sue conseguenze".


Possibile maggioranza democratica

I sondaggi citati da Bolton indicano la possibilità che i repubblicani perdano il controllo della Camera e forse anche quello del Senato. L'ex consigliere considera questo esito una bocciatura delle politiche di Trump, ma prevede che il presidente cercherà di attribuire la responsabilità ai candidati e alla conduzione delle singole campagne.

In caso di vittoria democratica in una o entrambe le Camere, le commissioni parlamentari potrebbero avviare numerose indagini sull'amministrazione. Le verifiche riguarderebbero diversi settori e potrebbero estendersi anche alle vicende legate al primo mandato presidenziale.

Il risultato aprirebbe così due anni politicamente complicati per Trump. Il Congresso avrebbe la possibilità di convocare audizioni e sottoporre l'amministrazione a controlli, anche se Bolton ritiene ridotti i margini per limitarne le decisioni di politica estera.

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I rapporti con Russia e Ucraina

Bolton ha descritto le attività russe in Europa come operazioni di influenza nella cosiddetta zona grigia. A suo giudizio, Mosca può tentare di condizionare elezioni, sistemi di voto e fiducia nelle istituzioni, oltre a diffondere messaggi capaci di alimentare il malcontento sociale.

L'ex consigliere ha anche ipotizzato un sostegno russo a gruppi radicali con l'obiettivo di creare instabilità, pur precisando: "Non ho prove". Ha però sostenuto che si tratterebbe di una modalità già utilizzata in passato attraverso campagne negative e azioni di interferenza politica.

Sul rapporto tra Trump e Vladimir Putin, Bolton ha espresso una valutazione netta: "Putin considera Trump un bersaglio molto facile". Un negoziato condotto dal presidente americano senza il coinvolgimento di altri interlocutori, secondo l'ex consigliere, potrebbe quindi produrre un accordo sfavorevole all'Ucraina e vantaggioso per Mosca.


Il rapporto con Giorgia Meloni

Bolton ha spiegato l'incertezza nei rapporti tra Trump e Giorgia Meloni con la reazione del presidente alle critiche ricevute dalla presidente del Consiglio sulle sue parole dedicate al Papa. A suo giudizio, Trump attribuisce più peso ai rapporti personali che agli interessi strategici degli Stati coinvolti.

Per questo, ha aggiunto, l'importanza dell'Italia o l'appartenenza di Meloni all'area conservatrice non sarebbero sufficienti a evitare tensioni. Trump prenderebbe le decisioni una alla volta, senza seguire una strategia coerente di lungo periodo.

Quanto all'Iran, Bolton ha escluso che l'esito delle elezioni determinerà automaticamente una ripresa delle operazioni militari. La decisione, secondo la sua previsione, dipenderà soprattutto dall'orientamento che Trump assumerà dopo il voto.

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