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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Taiwan, il voto che divide l’Europa: navi ed esercitazioni nel Pacifico

A Strasburgo passa la linea favorevole a una presenza marittima europea nell’Indo-Pacifico: l’emendamento contrario ottiene 91 consensi, ma viene respinto con ampia maggioranza.

Il Parlamento europeo ha respinto con larga maggioranza il tentativo di eliminare dal documento sui rapporti con la Cina il riferimento a pattugliamenti navali ed esercitazioni nell’Indo-Pacifico. Il risultato del voto evidenzia anche una frattura tra gli eurodeputati italiani: soltanto Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Roberto Vannacci hanno sostenuto la modifica.


Strasburgo conferma la linea dura

La proposta di cancellazione, presentata dal Movimento 5 Stelle, ha raccolto 91 voti favorevoli. I contrari sono stati 541, mentre 13 parlamentari si sono astenuti. Il testo originario resta quindi invariato e invita l’Unione europea a rafforzare il coordinamento sulla sicurezza con gli Stati membri e con altri Paesi democratici della regione.

Tra le misure indicate compare anche l’ipotesi di mantenere una presenza navale stabile e di organizzare attività militari congiunte, con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla stabilità dell’area. A votare contro la soppressione del passaggio sono state tutte le altre forze italiane, comprese quelle di governo, oltre a Verdi, Partito democratico e Azione.


Taiwan resta il punto più delicato

Il riferimento assume un peso particolare perché riguarda uno dei dossier più sensibili nei rapporti tra Pechino e le potenze occidentali. La Cina considera Taiwan una questione interna e ha definito più volte l’intervento straniero sull’isola una “linea rossa”, mentre gli Stati Uniti hanno finora evitato di oltrepassare apertamente l’attuale equilibrio per non alimentare il rischio di uno scontro diretto.

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La posizione approvata dall’Eurocamera inserisce dunque la dimensione militare accanto alle richieste europee su commercio, concorrenza, rapporti economici e diritti umani. Il documento propone così un approccio più severo verso Pechino, mentre l’Europa è già alle prese con le conseguenze delle sanzioni contro la Russia e con la crisi energetica legata ai conflitti internazionali.


La protesta del Movimento 5 Stelle

Danilo della Valle ha contestato l’esito della votazione, sostenendo che il richiamo a navi europee ed esercitazioni in Asia rischi di peggiorare i rapporti diplomatici e commerciali. L’eurodeputato ha paragonato la situazione all’eventualità di una richiesta cinese per il dispiegamento di proprie unità navali nel Mediterraneo o nel Baltico.

“Il dialogo con la Cina si deve basare sul reciproco rispetto senza isterie e arroganza neocoloniale”, ha dichiarato Della Valle. Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, Pechino dovrebbe essere considerata un interlocutore internazionale con cui affrontare attraverso diplomazia e confronto le divergenze su industria e commercio, non un avversario strategico da contrastare secondo la prospettiva degli Stati Uniti.

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