Taiwan, guerre e futuro: Roma riapre il dossier della diplomazia
Dal confronto tra Washington e Pechino alla sicurezza europea, la XVII edizione del Festival della Diplomazia riunirà a Roma 130 appuntamenti dal 22 al 30 ottobre.
Taiwan, il peso crescente della Cina e gli equilibri tra potenze saranno tra i nodi più delicati affrontati a Roma nei prossimi giorni. Un incontro all’Università Roma Tre, fissato per il 28 ottobre, analizzerà l’espansione cinese e l’evoluzione degli assetti regionali e mondiali, anche alla luce della cosiddetta trappola di Tucidide. Interverranno Enrico Fardella, Romeo Orlandi e Daniela Verena Huber.
Due giorni prima, Stefano Pelaggi, Axel Berkofsky e Lorenzo Termine discuteranno invece della posizione di Taiwan nei rapporti tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Il confronto rientra nel programma della XVII edizione del Festival della Diplomazia, che quest’anno mette al centro le trasformazioni degli equilibri internazionali.
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Il Caucaso cerca nuovi equilibri
Il 26 ottobre il Centro Studi Americani ospiterà un incontro sulla situazione nel Caucaso. Gli ambasciatori di Armenia, Azerbaigian e Georgia si confronteranno sulle prospettive di pace, sui progetti di cooperazione e sui collegamenti commerciali della regione.
Il riassetto dei rapporti tra Erevan e Baku si intreccia infatti con gli interessi delle potenze vicine e con la contesa per i corridoi destinati a collegare mercati e infrastrutture. Il tema sarà così inserito in una riflessione più ampia sulla competizione geopolitica.
Roma osserva un mondo instabile
La manifestazione si svolgerà nella capitale dal 22 al 30 ottobre, con 130 appuntamenti ospitati in 38 luoghi diversi: ambasciate, atenei, istituzioni e centri di ricerca. Il filo conduttore sarà la domanda su ciò che attende la comunità internazionale dopo le crisi che hanno segnato gli ultimi anni.
La guerra in Ucraina, le tensioni mediorientali, il confronto tra Washington e Pechino e le minacce ibride alle democrazie saranno alcuni dei principali argomenti. L’edizione, intitolata “E dopo? Vivere sul limite”, intende esaminare le possibili direzioni di un ordine mondiale nel quale anche regole e organismi consolidati vengono messi sotto pressione.
Massolo: «Serve più consapevolezza»
Alla presentazione del 14 ottobre, ospitata dal Centro Studi Americani, Giampiero Massolo ha descritto uno scenario segnato da mutamenti difficili da prevedere. Il presidente del Comitato scientifico ha avvertito che il perno dell’ordine liberale potrebbe diventare, in alcune circostanze, un elemento di instabilità.
Massolo ha poi chiarito l’obiettivo dell’iniziativa: «Non abbiamo la presunzione di fornire risposte immediate, ma di accrescere la consapevolezza, che è la chiave per affrontare e risolvere i problemi». Secondo l’ambasciatore, la particolare presenza a Roma di Stati, Santa Sede e organismi multilaterali rende la città un luogo privilegiato per il dialogo internazionale e per i temi legati agli aiuti umanitari.
Nata nel 2010, la rassegna ha riunito negli anni rappresentanti della diplomazia, studiosi, imprese e organizzazioni della società civile. Giorgio Bartolomucci, segretario generale, ha sottolineato che il Festival continua a offrire un terreno di discussione in una fase segnata da conflitti, instabilità e difficoltà nella cooperazione internazionale.
Democrazie sotto pressione
La guerra ibrida e la sicurezza europea avranno un ruolo centrale. Carlo Corazza, alla guida dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha richiamato il lavoro parlamentare sullo “Scudo per la democrazia” e ha indicato nella Russia uno dei regimi accusati di interferenze e tentativi di destabilizzazione.
Nel suo intervento, Corazza ha spiegato che il conflitto cognitivo mira a orientare l’opinione pubblica occidentale e a ridurre il sostegno politico all’Ucraina. Il responsabile ha inoltre messo in guardia dall’effetto della disinformazione sulle scelte democratiche: «Non c'è un piano B al rafforzare l'Unione Europea». A suo giudizio, il rafforzamento dell’Unione resta indispensabile per difendere indipendenza, libertà e democrazia.
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Il 23 ottobre, alla Luiss, il confronto “Il campo di battaglia cognitivo: informazione, potere e limiti delle norme dell’Unione europea” riunirà Camille Grenier, Marco Ferrara e Maurizio Mensi. Il programma prevede poi, il 26 ottobre, un’analisi dell’esperienza estone contro le operazioni di influenza straniere, con Lauri Bambus e Holger Roonemaa.
Il 27 ottobre si parlerà della capacità di reazione delle società europee. Il 30 ottobre, invece, un appuntamento dedicato allo Stato di diritto e alla lotta alla corruzione esaminerà anche il rischio che interessi politici ed economici assumano il controllo delle istituzioni.
Europa, Medio Oriente e fede
L’allargamento dell’Unione europea sarà discusso il 27 ottobre con Thomas Bagger, Elena Clemente, Elena Grech e Ferdinando Nelli Feroci. La giornata conclusiva affronterà il legame tra Ucraina e progetto europeo e ospiterà anche il dibattito “Un futuro senza Nato?”, con Alessandro Minuto Rizzo e Roberto Menotti.
Il 22 ottobre Giampiero Massolo dialogherà con il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, in un appuntamento promosso dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e moderato da Massimo Franco.
Il Medio Oriente tornerà al centro il 26 ottobre, quando Luca Giansanti, Karim Mezran, Valeria Talbot e Ugo Tramballi discuteranno dei possibili assetti di sicurezza della regione. Il 29 ottobre diplomatici e analisti, tra cui Carla Jazzar, proveranno invece a delineare gli scenari futuri dell’area.
Alla Lumsa, nella stessa data, il cardinale Pierbattista Pizzaballa parlerà del rapporto tra religione, diplomazia e pace nei Luoghi Santi. Il giorno precedente, Pasquale Ferrara, Vincenzo Buonomo e l’imam Yahya Pallavicini affronteranno il nesso tra appartenenza religiosa e conflitti.
Asia, commercio e potere
Il dialogo tra Europa e Asia orientale sarà affrontato il 22 ottobre all’Ambasciata cinese. Hou Yue, Giovanni Tria, Ettore Francesco Sequi, Luigi Gambardella e Francesco Sisci discuteranno della possibilità di costruire collegamenti condivisi in un momento in cui scambi commerciali, tecnologie e infrastrutture sono sempre più condizionati dalla rivalità tra potenze.
Il programma guarderà anche al Sud-est asiatico. Il 26 ottobre è attesa Theresa P. Lazaro, segretaria agli Affari esteri delle Filippine, per un incontro sulla visione dell’Asean e sulla presidenza filippina dell’organizzazione. Il 29 ottobre sarà inoltre ricordato il lungo rapporto tra Italia e Giappone, con Hikariko Ono e rappresentanti della Farnesina e dell’industria italiana.
In questo quadro, il Festival dedicherà attenzione anche alle catene di approvvigionamento, ormai diventate uno degli strumenti della competizione strategica internazionale.
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