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Attualità 4 min di lettura58 min fa

Diplomazia, 130 incontri a Roma: il mondo cerca una nuova rotta

Dal rapporto tra Italia e Giappone alle guerre ibride, il Festival della Diplomazia riunisce esperti e istituzioni per discutere gli equilibri internazionali dal 22 al 30 ottobre.

Il rapporto tra Italia e Giappone, arrivato al traguardo dei 160 anni, sarà uno dei temi del Festival della Diplomazia. L'appuntamento del 29 ottobre prevede la partecipazione dell'ambasciatrice Hikariko Ono, insieme a esponenti della Farnesina e del sistema industriale italiano.

Nella stessa edizione troverà spazio anche il Sud-est asiatico. Il 26 ottobre è attesa Theresa P. Lazaro, segretaria agli Affari esteri delle Filippine, per un confronto sulla visione dell'Asean e sulla presidenza filippina dell'organizzazione.

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Asia e nuove rivalità strategiche

La competizione tra potenze coinvolgerà anche i rapporti fra Europa e Asia orientale. Il 22 ottobre, presso l'Ambasciata cinese, Hou Yue, Giovanni Tria, Ettore Francesco Sequi, Luigi Gambardella e Francesco Sisci discuteranno di commercio, infrastrutture e tecnologie, osservando come questi ambiti siano sempre più legati agli equilibri geopolitici.

Il 26 ottobre Stefano Pelaggi, Axel Berkofsky e Lorenzo Termine affronteranno la posizione di Taiwan nel confronto tra Washington, Pechino e le capitali europee. Due giorni dopo, all'Università Roma Tre, studiosi come Enrico Fardella, Romeo Orlandi e Daniela Verena Huber analizzeranno l'ascesa cinese e gli scenari futuri dell'ordine internazionale, anche attraverso la cosiddetta trappola di Tucidide.


Medio Oriente, fede e sicurezza

La crisi mediorientale sarà esaminata da più prospettive. Il 26 ottobre Luca Giansanti, Karim Mezran, Valeria Talbot e Ugo Tramballi discuteranno di una possibile struttura di sicurezza regionale; il 29 ottobre diplomatici e analisti, inclusa l'ambasciatrice libanese Carla Jazzar, si concentreranno invece sulle possibili trasformazioni della regione.

Alla Lumsa, sempre il 29 ottobre, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, parlerà del legame fra religione, diplomazia e pace nei Luoghi Santi. Il giorno precedente Pasquale Ferrara, Vincenzo Buonomo e l'imam Yahya Pallavicini parteciperanno a un dibattito dedicato all'influenza delle fedi nei conflitti.


Dal Caucaso alla difesa democratica

Il Caucaso sarà al centro di un incontro fissato per il 26 ottobre al Centro Studi Americani. Gli ambasciatori di Armenia, Azerbaigian e Georgia si confronteranno su pace, cooperazione e collegamenti regionali, in un'area dove gli interessi delle potenze vicine si intrecciano con le rotte commerciali.

Tra gli altri appuntamenti figurano il dialogo del 22 ottobre tra Giampiero Massolo e il cardinale Claudio Gugerotti, ospitato dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede e moderato da Massimo Franco, e il confronto conclusivo su Ucraina, integrazione europea e futuro della Nato.


Il Festival guarda all'incertezza

La XVII edizione del Festival della Diplomazia si svolgerà a Roma dal 22 al 30 ottobre, con 130 appuntamenti organizzati in 38 sedi tra ambasciate, università, istituzioni e centri di ricerca. Il filo conduttore sarà la domanda “Che cosa viene dopo? Correre sul filo”, riferita a un sistema internazionale segnato da guerre, rivalità e trasformazioni tecnologiche.

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Il programma toccherà la guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente, il confronto tra Stati Uniti e Cina e le minacce ibride rivolte alle democrazie. Saranno inoltre discussi l'allargamento dell'Unione Europea, la resilienza delle società europee, la tutela dello Stato di diritto e il rischio che interessi politici ed economici condizionino le istituzioni.

Presentando l'iniziativa il 14 ottobre al Centro Studi Americani, Giampiero Massolo ha descritto una fase nella quale il tradizionale equilibrio liberale può diventare fonte di instabilità. L'ambasciatore ha sintetizzato così l'obiettivo del Festival: “Non abbiamo la presunzione di fornire risposte immediate, ma di accrescere la consapevolezza, che è la chiave per affrontare e risolvere i problemi”.

Nato nel 2010, il Festival è diventato un punto di incontro tra diplomazia, università, imprese e società civile. Giorgio Bartolomucci, segretario generale, ha ricordato il ruolo della manifestazione in una fase caratterizzata da conflitti, instabilità e indebolimento dei tradizionali meccanismi di cooperazione.


Informazione e futuro dell’Europa

Il 23 ottobre, alla Luiss, il confronto su informazione, potere e limiti delle regole europee riunirà Camille Grenier, Marco Ferrara e Maurizio Mensi. Il 26 ottobre sarà invece esaminata la risposta dell'Estonia alle operazioni di influenza straniera, con l'ambasciatore Lauri Bambus e Holger Roonemaa di Delfi Estonia.

Il 27 ottobre si parlerà della capacità delle società europee di resistere alle crisi e dell'allargamento dell'Unione Europea, con Thomas Bagger, Elena Clemente, Elena Grech e Ferdinando Nelli Feroci. Il 30 ottobre, oltre agli appuntamenti sull'Ucraina, Alessandro Minuto Rizzo e Roberto Menotti discuteranno l'ipotesi di un futuro senza Nato.

Carlo Corazza, intervenuto alla presentazione, ha richiamato il lavoro del Parlamento europeo sullo “Scudo per la democrazia” e i tentativi di interferenza attribuiti ai regimi autoritari. Riferendosi anche alla guerra cognitiva legata al conflitto ucraino, ha avvertito: “Non c'è un piano B al rafforzare l'Unione Europea”.

Secondo Corazza, la manipolazione delle informazioni può indebolire il sostegno occidentale a Kiev e influenzare le decisioni politiche. Per questo, ha sostenuto, il rafforzamento dell'Unione Europea resta essenziale per preservare indipendenza, libertà e democrazia.

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