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Attualità 2 min di lettura2 nov

Studio del 1960: il calcolo indica il 13 novembre

La previsione nasce da un modello matematico sulla crescita demografica, non da un allarme contemporaneo sulla fine del pianeta.

Un calcolo del 1960 colloca il limite teorico della crescita umana al 13 novembre 2026.

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L’appello contenuto nello studio

Per evitare l’esito indicato dall’equazione, i ricercatori ritenevano necessario un intervento umano tempestivo. La previsione descriveva una Terra incapace di contenere una popolazione destinata, secondo quel modello, a crescere senza un limite finito.

L’ipotesi non collegava il possibile collasso alla carenza di alimenti, a una guerra nucleare o a una pandemia. Il problema individuato dagli autori riguardava invece lo spazio fisico disponibile sul pianeta.


Il modello sulla popolazione

L’analisi fu pubblicata nel novembre del 1960 sulla rivista Science. A realizzarla fu Heinz von Foerster con altri studiosi; all’epoca il lavoro attirò l’attenzione dei mezzi di comunicazione e arrivò anche sulle pagine di Time.

Alla base del ragionamento c’era la cosiddetta crescita iperbolica. Gli autori partirono da stime demografiche riferite a un periodo che risaliva all’Impero Romano e le utilizzarono per tracciare l’andamento della popolazione nel tempo.

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Il ruolo della medicina

Secondo l’interpretazione proposta allora, i miglioramenti sanitari e tecnologici avrebbero trasformato le condizioni ambientali, rendendo possibile la sopravvivenza di un numero crescente di persone. Questo meccanismo avrebbe contribuito ad accelerare l’aumento demografico.

Gli studiosi non prevedevano una crisi alimentare immediata. A loro giudizio, l’evoluzione delle tecniche agricole avrebbe potuto sostenere la produzione necessaria; il limite sarebbe arrivato dalla quantità di persone concentrata in uno spazio finito.


La data indicata dall’equazione

Il calcolo utilizzava una frazione il cui denominatore, diminuendo progressivamente, faceva aumentare il risultato complessivo. Applicata alla curva della popolazione, l’equazione arrivava ad azzerare quel valore il 13 novembre 2026.

Da quel passaggio matematico derivava l’immagine di un numero infinito di individui costretto all’interno del volume limitato della Terra. La data rappresenta quindi il punto teorico previsto da un modello elaborato 64 anni prima, non l’annuncio di un evento già verificatosi.

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