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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Stretto di Hormuz, l’accusa di Rubio: Teheran non lo controlla più

Il segretario di Stato statunitense sostiene che il flusso di petrolio sia quasi tornato ai livelli precedenti al conflitto e descrive un’economia iraniana in forte crisi.

Il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz sarebbe vicino ai livelli registrati prima dell’inizio del conflitto. È questo il dato citato da Marco Rubio, secondo cui l’Iran avrebbe ormai perso la capacità di controllare uno dei principali snodi energetici della regione.


Rubio: «Controllo completamente perso»

Durante la visita ufficiale ad Atene, il segretario di Stato americano ha affermato che da Hormuz passa oggi quasi la stessa quantità di petrolio rispetto al periodo precedente alla guerra. La valutazione di Washington riguarda quindi sia la navigazione nello Stretto sia il flusso di greggio che attraversa il corridoio marittimo.

«Hanno perso completamente il controllo dello Stretto», ha dichiarato Rubio, riferendosi alle autorità iraniane. L’affermazione è stata inserita nel quadro delle conseguenze che il conflitto avrebbe prodotto sulla capacità di Teheran di gestire l’area.

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L’economia iraniana in caduta libera

Rubio ha collegato la situazione dello Stretto alle condizioni economiche dell’Iran. A suo giudizio, l’economia di Teheran sarebbe in una fase di «caduta libera totale e completa».

Il segretario di Stato non ha fornito ulteriori dati nel corso delle dichiarazioni ad Atene. Il suo intervento si è concentrato sul presunto ridimensionamento del controllo iraniano su Hormuz e sul ritorno del traffico petrolifero vicino ai livelli anteriori al conflitto.

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