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Attualità 2 min di lettura12 ott

Stop ignorato, vita sconvolta: la sentenza vale 498mila euro

Il Tribunale di Milano ha riconosciuto il danno permanente subito da un motociclista dopo l’impatto con una Panda, compresa una grave conseguenza sulla sfera sessuale.

La velocità della Harley Davidson era superiore di 9 km/h rispetto al limite, ma questo elemento non ha modificato l’esito del processo: per il Tribunale di Milano, procedere a 59 km/h in una strada rettilinea, con buona visibilità e diritto di precedenza, non costituisce una condotta tale da contribuire all’incidente.

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La responsabilità resta dell’automobilista

Il giudice Marco Carbonaro ha attribuito l’intera responsabilità al conducente della Fiat Panda. L’auto, arrivata a un’intersezione nell’agosto 2021, avrebbe dovuto arrestarsi e verificare con maggiore attenzione la situazione prima di attraversare la carreggiata.

Nelle motivazioni della sentenza, l’eventuale rispetto delle cautele previste dal codice della strada avrebbe consentito al conducente di accorgersi della moto in arrivo e di lasciarla transitare. L’automobilista, rimasto contumace, dovrà quindi rispondere insieme alla propria compagnia assicurativa delle conseguenze economiche dello scontro.


Un impatto con conseguenze permanenti

L’incidente si verificò in una zona della provincia compresa tra Milano e Varese. La Panda invase la traiettoria della Harley Davidson e il motociclista, allora trentenne, rimase privo di sensi per 198 giorni. In seguito gli venne riconosciuta una compromissione permanente compresa tra il 47% e il 48%.

Tra gli esiti più gravi figura una disfunzione erettile irreversibile, non risolvibile neppure attraverso l’impiego di farmaci. La sentenza evidenzia inoltre i problemi nel camminare e nel mantenere a lungo la posizione eretta, con ricadute sull’attività quotidiana, sulla vita familiare e sul rapporto con il figlio ancora piccolo.

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Il calcolo del risarcimento

La decima sezione civile ha quantificato il danno non patrimoniale in 470.410,60 euro. A questa somma si aggiungono 27.978,75 euro per le spese mediche, per un totale di 498.389,35 euro: 211.300 euro risultano già versati, mentre restano 287.089,35 euro da corrispondere.

Nel determinare l’importo, il Tribunale ha attribuito un peso massimo alla componente morale. Secondo il giudice, «in un soggetto giovane e in buona salute» la perdita della funzione sessuale provoca «un’elevatissima sofferenza interiore», aggravata dal fatto che i postumi non consentono di compensare il problema con i medicinali.

La valutazione comprende anche una sintomatologia ansioso-depressiva, indicata come ulteriore fonte di sofferenza. Il risarcimento riconosciuto tiene così conto non soltanto delle limitazioni fisiche, ma dell’impatto complessivo che l’incidente ha avuto sulla sfera personale e familiare del motociclista.

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