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Attualità 1 min di lettura53 min fa

Stelle alpine dietro le sbarre: cosa è successo al Rifugio Vandelli

A quasi duemila metri, una barriera metallica protegge le piante dai visitatori dopo la scomparsa di due esemplari.

Una gabbia metallica tra le rocce è diventata l’ultima difesa per alcune stelle alpine del Rifugio Vandelli, affacciato sul Lago di Sorapis, nel territorio di Cortina d’Ampezzo. La misura è stata adottata dopo che due delle cinque piante presenti fino alla scorsa primavera sono scomparse.

La specie è rara e tutelata dalla legge, ma il vincolo non è bastato a proteggerla dalle mani dei visitatori. Così, negli spazi esterni della struttura, la convivenza tra turismo d’alta quota e tutela dell’ambiente si è tradotta in una soluzione insolita: le stelle alpine crescono ora dietro una barriera fissata alla roccia.

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La protezione dopo la scomparsa

A prendere la decisione è stato Emilio Pais Bianco, storico gestore del rifugio. L’uomo ha spiegato che, dopo la perdita di due esemplari, non voleva rischiare che anche le piante rimaste venissero raccolte o danneggiate dai frequentatori della zona.

“Fino alla scorsa primavera erano cinque, poi ne sono sparite due. Per questo ho deciso di proteggerle con una gabbia metallica”, ha raccontato Pais Bianco. La protezione non riguarda quindi una semplice scelta estetica, ma il tentativo di conservare una presenza botanica sottoposta a tutela.

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Ventisette estati in alta quota

Il gestore conosce quelle piante da molti anni e le considera parte del paesaggio quotidiano del rifugio. “Il Rifugio Vandelli ormai è come casa mia. Ci vivo e ci lavoro in estate da ventisette anni e queste stelle alpine mi fanno compagnia da quindici”, ha detto.

Il caso mostra il contrasto tra la fragilità dell’ecosistema d’alta quota e l’afflusso dei visitatori. A quasi duemila metri, per evitare ulteriori sparizioni, una pianta protetta dalla legge è stata così circondata da sbarre: una scelta estrema resa necessaria, secondo il gestore, dai comportamenti di alcuni turisti.

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