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Attualità 1 min di lettura23 ore fa

Stasi, due test negativi sulla bici: la contestazione dei pm

La Procura di Pavia ha concluso gli accertamenti su Sempio e segnala che nel 2007 due risultati sul Dna della bicicletta non arrivarono ai magistrati

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Sempio riportando l’attenzione su un elemento legato alla bicicletta di Chiara. Secondo i pm, nel 2007 due esami effettuati dal Ris di Parma avevano dato esito negativo, ma quei risultati non furono trasmessi alla magistratura.

La circostanza viene indicata come una possibile smentita di uno dei punti considerati nella condanna di Stasi. In particolare, l’assenza del Dna di Chiara sui pedali viene descritta dagli inquirenti come un dato che avrebbe potuto sostenere la sua estraneità.


Il nodo dei risultati mai inviati

Gli accertamenti sulla bicicletta risalgono alla fase investigativa del 2007. I due test, secondo quanto ricostruito dalla Procura, non evidenziarono la presenza del materiale genetico di Chiara sui pedali.

Quei risultati, però, non sarebbero mai stati inoltrati ai magistrati dal Ris di Parma. Per i pm, l’omissione ha impedito che un elemento potenzialmente rilevante venisse valutato nel procedimento.

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La condanna di Stasi torna sotto esame

La Procura considera la vicenda uno dei pilastri messi in discussione nel quadro della condanna di Stasi. Il punto centrale riguarda il rapporto tra la bicicletta esaminata e la presenza di Chiara: sui pedali, sostengono gli inquirenti, non emerse il suo Dna.

«Sui pedali non c’era il Dna di Chiara», hanno affermato i pm, collegando questo dato alla posizione di Stasi. La chiusura delle indagini su Sempio riporta così al centro un risultato tecnico rimasto fuori dal confronto giudiziario nel 2007.

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