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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sollecito e il peso del passato: la lettera per Stasi e il caso Knox

Nel confronto televisivo con Silvia Toffanin, l’ingegnere pugliese ripercorre lo stigma legato al caso Kercher e prende le distanze dallo spettacolo di Amanda Knox.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, Raffaele Sollecito racconta quanto quella vicenda continui a condizionare la sua vita. Ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo”, nella puntata in onda domenica 18 ottobre, l’ingegnere pugliese ha parlato del rapporto con Amanda Knox, della lettera inviata ad Alberto Stasi e del caso di Garlasco.

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Una condanna oltre le aule

Sollecito ha spiegato di avvertire ancora gli effetti di uno stigma che, secondo il suo racconto, ha inciso sulle sue decisioni e sul percorso personale seguito dopo il procedimento giudiziario. «Mi sento ancora prigioniero di uno stigma che mi perseguita e che, di fatto, ha condizionato tante cose nella mia vita», ha affermato durante l’intervista.

Nel corso della conversazione ha anche espresso la propria convinzione sull’innocenza di Alberto Stasi, al quale ha scritto una lettera. Il riferimento al caso di Garlasco si inserisce così nel bilancio di un uomo che continua a misurarsi con il peso pubblico di una storia giudiziaria ormai lontana nel tempo.


La distanza da Amanda Knox

A suscitare la sua reazione è stata soprattutto l’iniziativa più recente di Amanda Knox: lo spettacolo di comicità dal vivo “Cartwheel”, termine traducibile come “ruota”. Il titolo richiama il gesto acrobatico compiuto da Knox in questura durante le fasi degli interrogatori, un episodio che Sollecito considera fuori luogo da trasformare in un simbolo personale.

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«Quel titolo mi arriva un po’ come una provocazione», ha detto a Toffanin. Sollecito ha ricordato anche altri comportamenti legati a quei giorni, compreso il coltellino a serramanico che portava con sé, ma ha chiarito di non voler esibire quel passato come una bandiera.


Il pensiero per la famiglia Kercher

La sua critica non riguarda soltanto la scelta del nome dello spettacolo. Sollecito ha invitato idealmente Amanda Knox a considerare il punto di vista dei familiari di Meredith, sottolineando quanto un richiamo a quei momenti possa risultare doloroso per chi ha perso una persona cara.

«Mi sono chiesto: prova a metterti dalla parte della famiglia di Meredith», ha raccontato. Pur parlando del legame avuto in passato con Knox e della possibilità che tra loro potesse svilupparsi qualcosa di diverso, Sollecito ha mostrato oggi una posizione più distante rispetto alle sue iniziative pubbliche.

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