Simpsonwood, la presunta prova sui vaccini che non regge
La riunione del 2000 esaminò dati preliminari sul Thimerosal, ma gli studi successivi non hanno confermato un legame con l’autismo o altri disturbi neurologici.
Il cosiddetto Simpsonwood Memo viene spesso presentato sui social come la prova di un complotto per nascondere un rapporto tra vaccini pediatrici e autismo. In realtà, la trascrizione documenta una discussione su risultati ancora provvisori, non una dimostrazione scientifica del danno causato dal Thimerosal.
I dati iniziali erano ancora provvisori
Il documento riguarda un incontro svolto nel 2000 a Simpsonwood, in Georgia, tra esperti collegati ai CDC, l’autorità sanitaria statunitense. Al centro del confronto c’era l’analisi condotta da Thomas Verstraeten sulle possibili conseguenze dell’esposizione al Thimerosal, un conservante contenente mercurio allora presente in alcuni vaccini.
Le prime elaborazioni statistiche sembravano indicare un aumento del rischio per alcuni problemi neurologici nei bambini esposti a quantità maggiori della sostanza. Quei risultati, tuttavia, non erano definitivi: dovevano essere verificati, confrontati e sottoposti a valutazioni cliniche più uniformi. Lo studio pubblicato nel 2003 non individuò infatti associazioni significative e coerenti tra i vaccini contenenti Thimerosal e gli esiti dello sviluppo neurologico, segnalando soltanto risultati discordanti tra diverse organizzazioni sanitarie.
Perché il memo viene travisato
Il racconto diffuso nei video attribuisce alla trascrizione un significato diverso da quello che il documento consente di sostenere. Una parte della discussione viene isolata dal contesto e trasformata nella presunta “pistola fumante”, mentre il materiale descrive una fase preliminare della ricerca e non una decisione di occultamento.
La vicenda è stata rilanciata anche da Robert Kennedy Jr., dopo che un’infermiera aveva ottenuto dai CDC, attraverso la legge statunitense sulla libertà d’informazione, numerosi documenti contenenti riferimenti a Thimerosal e autismo. Secondo il racconto diffuso da Massimo Mazzucco, tra quelle carte la trascrizione di Simpsonwood avrebbe dimostrato che le autorità conoscevano già il presunto legame. Il fatto che un singolo documento venga scelto all’interno di un archivio molto più ampio è però un esempio di selezione parziale delle informazioni.
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Le indagini non confermarono il complotto
Le accuse di manipolazione dei risultati da parte dei CDC portarono a un’indagine durata 18 mesi da parte di un comitato del Senato degli Stati Uniti. La verifica concluse che le contestazioni di cattiva condotta erano infondate e non rilevò l’esistenza di una copertura.
Le valutazioni successive chiarirono inoltre che i dati iniziali, apparentemente allarmanti, derivavano da statistiche grezze. Una revisione clinica più approfondita ne ridimensionò il significato e non emerse una relazione scientificamente dimostrata tra vaccini contenenti Thimerosal, autismo, tic, ritardi del linguaggio o disturbi dell’attenzione.
Che fine ha fatto il Thimerosal
Negli Stati Uniti la sostanza venne rimossa dalla maggior parte dei vaccini pediatrici tra il 1999 e il 2001, per una scelta precauzionale e non perché fosse stato provato un danno. Per anni rimase soltanto in alcune confezioni multidose di vaccini antinfluenzali.
Nel luglio 2025 il Dipartimento della salute degli Stati Uniti adottò la raccomandazione del comitato consultivo ACIP per eliminarla anche dai vaccini antinfluenzali distribuiti nel Paese. La decisione fu contestata da esperti di sanità pubblica, secondo i quali mancavano prove di effetti nocivi e le confezioni monodose avrebbero comportato costi più elevati. La rimozione del conservante, dunque, non rappresenta una conferma del presunto legame con l’autismo: le evidenze disponibili non dimostrano quella correlazione.
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