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Attualità 3 min di lettura59 min fa

Sicurezza, prorogato a Milano il presidio dell’Esercito: 6,1 milioni

La proroga vale 6,1 milioni; il testo prevede anche ausiliari, nuove caserme e più risorse per le forze dell’ordine.

A Milano resteranno 500 militari fino al 31 marzo 2027 per affiancare le forze dell’ordine nei controlli sul territorio.

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Le reazioni e i fondi ai Comuni

La proroga ha suscitato la reazione di Mario Calabresi, che ha escluso la necessità di una presenza militare permanente in città. «Non abbiamo bisogno di militarizzare la città, diciamo grazie all’Esercito ma abbiamo dimostrato di avere anticorpi di civiltà», ha affermato.

Dal 2027 arriveranno inoltre risorse statali per rafforzare gli organici della polizia locale. Il fondo avrà una dotazione annuale di 45 milioni di euro e servirà ai Comuni per assumere personale a tempo indeterminato nei rispettivi Corpi.


Più risorse per le forze dell’ordine

La legge prevede anche assunzioni straordinarie contro la criminalità organizzata, con un contingente complessivo di 180 unità distribuito tra il 2027 e il 2032. Per il personale delle forze di polizia civili e militari aumenteranno in modo strutturale, dal 2027, i fondi destinati all’efficienza dei servizi istituzionali.

Per gli straordinari già effettuati nel 2027 è stata autorizzata una spesa di 50 milioni di euro, oltre i normali limiti dei fondi accessori. La ripartizione indicata assegna 19 milioni alla Polizia di Stato, 19 milioni ai carabinieri, 9,5 milioni alla Guardia di Finanza e 2,5 milioni alla Polizia Penitenziaria.


La proroga del presidio a Milano

Il prolungamento del dispositivo supera la scadenza di dicembre fissata dal decreto-legge del 22 ottobre 2026. Quel provvedimento era stato approvato dopo gli scontri e i danneggiamenti avvenuti durante le manifestazioni contro il carovita del 17 e 18 ottobre.

I militari continueranno a operare nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, con compiti di prevenzione dei reati e sorveglianza delle zone considerate più delicate. Per i primi mesi del 2027 la manovra mette a disposizione poco più di 6,1 milioni di euro, così da assicurare la continuità del servizio.


Poteri e nuove figure nell’Arma

Durante l’impiego, i 500 militari ricevono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza. Possono identificare le persone e, quando previsto dalle norme, eseguire perquisizioni personali sul posto, sempre sotto il coordinamento delle autorità competenti e nei limiti stabiliti dalla legge.

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Non è invece passata la proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di attribuire ai militari anche funzioni di polizia giudiziaria, dopo lo stop del Quirinale. La manovra introduce, intanto, i carabinieri ausiliari della riserva volontaria: il primo periodo di ferma durerà un anno e potrà essere seguito da una rafferma di due anni.


Reclutamento e infrastrutture militari

A questi ausiliari saranno riconosciute le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria. Nei concorsi per l’accesso iniziale all’Arma potrà essere riservato loro fino al 30% dei posti. Il reclutamento raggiungerà 600 unità nel 2027 e 1.000 all’anno dal 2028; potranno partecipare candidati fino a 26 anni, con almeno la licenza media e i requisiti fisici, psichici e attitudinali richiesti.

La spesa prevista per questa misura ammonta a 41,78 milioni nel 2027, 82,8 milioni nel 2028 e 118,39 milioni nel 2029. Lo stanziamento salirà a 156,51 milioni nel 2030, per poi attestarsi a 141,44 milioni annui dal 2031. Sono previsti anche fondi per creare figure analoghe nella Guardia di Finanza, nella Polizia di Stato e nella Polizia Penitenziaria.


Nuove caserme e cantieri accelerati

Per costruire caserme e riqualificare le strutture della Difesa sono stati previsti 104 milioni di euro nel biennio. Il fondo istituito presso il ministero della Difesa disporrà di 17 milioni nel 2027 e di 87 milioni nel 2028, destinati a opere per Esercito, Marina e Aeronautica.

Gli interventi potranno comprendere nuovi edifici demaniali, acquisto degli arredi, ampliamenti, ristrutturazioni, lavori per il risparmio energetico e adeguamenti antisismici. Il programma, con localizzazione e caratteristiche dei progetti, dovrà essere approvato tramite decreto ministeriale entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

L’autorizzazione dei progetti produrrà gli effetti di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Per gli appalti saranno applicate le procedure accelerate previste dalle regole sui contratti pubblici. Potranno essere privilegiati la ricostruzione sullo stesso terreno, l’accorpamento di più reparti e l’acquisto di immobili o aree, anche attraverso permute con beni statali.

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