Serbia al bivio: la Lista studentesca pronta a governare
Dopo 14 anni di predominio politico, Aleksander Vucic riconosce il successo degli studenti e assegna loro una maggioranza oltre la soglia necessaria.
Le proteste contro il governo e le accuse di corruzione hanno spinto Aleksander Vucic a convocare elezioni anticipate lo scorso agosto. L’ex presidente aveva motivato la decisione con la presenza di «forti turbolenze sulla scena politica interna», mentre la mobilitazione studentesca continuava a mettere sotto pressione il suo partito.
La consultazione ha così rappresentato un passaggio decisivo per un sistema politico dominato da Vucic per 14 anni. Il risultato annunciato dall’ex presidente apre ora la strada a un possibile cambio di maggioranza a Belgrado.
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La lunga parabola politica di Vucic
Prima di trasformarsi in un esponente conservatore formalmente favorevole all’integrazione europea, Vucic era vicino alle posizioni ultranazionaliste di Slobodan Milosevic. Nel 1998 ricoprì l’incarico di ministro dell’Informazione e, dopo la caduta di Milosevic, aderì al Partito radicale serbo guidato da Vojislav Seselj.
Nel 2008 abbandonò i radicali e contribuì alla nascita del Partito progressista serbo, formazione che si impose alle legislative del 2012. Da allora Vucic ha ricoperto gli incarichi di vicepremier, ministro della Difesa e premier, prima di diventare presidente nel 2017, mantenendo però rapporti con gli ambienti dell’estrema destra.
La protesta diventata forza elettorale
La Lista studentesca è emersa come principale avversaria dell’Sns, il partito di Vucic. Alcune forze dell’opposizione hanno rinunciato a presentarsi e hanno invitato i propri elettori a sostenere il movimento nato nelle università.
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La protesta è esplosa dopo il crollo di una pensilina alla stazione ferroviaria di Novi Sad, nel 2024, costato la vita a 16 persone. La tragedia è stata associata alla corruzione diffusa nel Paese e ha alimentato le manifestazioni più imponenti dalla fine del potere di Milosevic nel 2000.
Numeri e incognite del nuovo Parlamento
Parlando ai membri del suo partito, Vucic ha riconosciuto la «sconfitta» e ha sostenuto che la Lista studentesca supererà ampiamente i 126 seggi necessari per formare un governo. All’Sns, invece, ha attribuito 105 rappresentanti nel nuovo Parlamento.
La maggior parte dei 250 candidati studenteschi arriva dagli atenei e dal settore artistico, con un’esperienza politica limitata. Il loro programma ruota soprattutto attorno alla lotta alla corruzione, mentre Vucic aveva condotto la campagna presentandosi come una figura indispensabile per mantenere l’equilibrio della Serbia tra Unione Europea e Russia.
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