Sentenze favorevoli, il Senato approva la legge Costa
Il provvedimento impone a giornali, televisioni e siti di pubblicare assoluzioni e archiviazioni su richiesta degli interessati.
Il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge di Enrico Costa sull’obbligo di pubblicare gli esiti favorevoli dei procedimenti penali. Il voto è arrivato il 28 ottobre 2026 dopo meno di un’ora di discussione: le opposizioni si sono astenute, mentre l’unico voto contrario è stato espresso da Filippo Sensi a titolo personale.
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L’astensione delle opposizioni
La maggioranza ha sostenuto il testo, mentre Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva hanno scelto di non votare contro. Le critiche si sono concentrate soprattutto sul potere assegnato al Garante per la protezione dei dati personali, chiamato a intervenire entro cinque giorni quando una testata non dà seguito alla richiesta dell’interessato.
Sensi ha motivato la sua contrarietà denunciando il rischio di un provvedimento rivolto contro i giornalisti e la libertà d’informazione. «I giornali non sono l’agenzia Stefani, non sono organismi di regime», ha affermato invece Walter Verini durante il dibattito, chiedendo che il lavoro delle redazioni resti tutelato insieme alla reputazione delle persone.
Cosa prevede la nuova norma
La legge inserisce nel Codice in materia di protezione dei dati personali il nuovo articolo 144-ter. Chi è stato assolto, prosciolto, ha ottenuto una sentenza di non luogo a procedere oppure un’archiviazione potrà chiedere alla testata che aveva riferito del procedimento di pubblicare anche il provvedimento favorevole.
L’obbligo riguarderà giornali, emittenti radiofoniche e televisive e testate telematiche. La pubblicazione dovrà avvenire senza costi per la persona interessata e con uno spazio adeguato rispetto a quello dedicato alla precedente notizia giudiziaria. Se il direttore o il responsabile della testata non accoglierà la richiesta, l’interessato potrà rivolgersi al Garante, che potrà imporre la diffusione dell’esito del procedimento entro cinque giorni.
Il testo è composto da due articoli. Il secondo esclude nuovi oneri economici a carico della finanza pubblica. Secondo l’avvocata Caterina Malavenda, un obbligo simile sarebbe già ricavabile dalle norme esistenti; Costa sostiene invece che il provvedimento introduca un principio preciso e non derogabile.
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Le ragioni di Costa e Forza Italia
Il deputato di Forza Italia, promotore della proposta fin dai primi giorni della legislatura, ha rivendicato il risultato dopo il voto di Palazzo Madama. «È una norma di civiltà e di giustizia, che tutela concretamente la reputazione delle persone coinvolte in un procedimento penale», ha detto Costa, interpretando l’astensione dell’opposizione come un segnale di minore contrapposizione sul tema della giustizia.
La capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, ha definito l’approvazione una risposta alla permanenza del sospetto anche dopo l’assoluzione o l’archiviazione. Pierantonio Zanettin, capogruppo del partito nella commissione Giustizia, ha sostenuto che il provvedimento corregga lo squilibrio tra l’ampia esposizione mediatica delle indagini e la scarsa attenzione riservata agli esiti favorevoli.
Le obiezioni sul Garante
Ilaria Cucchi, Ada Lopreiato e Walter Verini hanno contestato il meccanismo previsto per il Garante. Cucchi ha richiamato anche il tema delle querele temerarie, mentre Lopreiato ha segnalato il possibile sovrapporsi della nuova disciplina con strumenti già esistenti.
Per la senatrice del Movimento 5 Stelle, inoltre, assoluzioni, proscioglimenti, non luogo a procedere e archiviazioni non possono essere trattati automaticamente allo stesso modo. L’obbligo generalizzato a carico dei responsabili delle testate, anche quando la notizia iniziale sia stata pubblicata correttamente, rischierebbe secondo lei di comprimere la libertà di stampa.
Verini ha parlato di forti perplessità sul rapporto tra la nuova legge, la libertà d’informazione e il diritto alla privacy. Il senatore dem ha collegato la scelta di astenersi ai dubbi sulla ratio del provvedimento e alle altre iniziative della maggioranza in materia di giustizia.
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