Sciopero Usb, un milione in piazza: tensioni isolate
Cortei in 56 città, adesioni più alte a Milano, Roma e Bologna; tensioni limitate a Torino, Bologna e Roma.
Lo sciopero proclamato dall’Usb ha portato in piazza almeno un milione di lavoratori e studenti in tutta Italia. I cortei si sono conclusi senza scontri generalizzati, nonostante l’allerta per possibili disordini e le tensioni delle ultime settimane.
GioiaPura
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Partecipazione nelle principali città
L’Unione sindacale di base ha comunicato una stima complessiva di almeno un milione di partecipanti, distribuiti in 56 piazze. Le adesioni più consistenti sono state registrate a Milano, Roma e Bologna, con circa 50mila persone in ciascuna città, mentre a Napoli hanno sfilato oltre 20mila manifestanti.
A Livorno il corteo ha riunito 15mila persone e ha visto la presenza di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi. Almeno 10mila partecipanti sono stati indicati anche a Firenze, Genova e Padova, oltre alle migliaia scese in strada nelle altre città coinvolte.
La protesta ha unito rivendicazioni economiche e temi internazionali. Lavoratori alle prese con il costo della vita e studenti preoccupati per il futuro hanno manifestato insieme ai portuali contrari al transito nei porti italiani di armamenti diretti verso le zone di guerra, in particolare Israele. A Genova e Trieste i lavoratori portuali avevano già organizzato i primi presidi durante la mattinata.
Cortei, traffico e ordine pubblico
La giornata ha avuto momenti di tensione isolati. A Torino si sono registrati due feriti, mentre a Bologna si sono verificati disordini nelle prime ore. A Roma un gruppo di circa 300 persone ha lanciato bottiglie di vetro contro gli agenti vicino al Colosseo e ha utilizzato alcuni cassonetti per creare barricate; la situazione è rientrata dopo una decina di minuti.
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In serata, sempre nella capitale, un gruppo numeroso di studenti ha raggiunto prima il ministero dell’Istruzione e poi ha tentato di dirigersi verso il Parlamento. La polizia ha respinto l’avanzata verso gli edifici istituzionali. Nel complesso, tuttavia, i cortei hanno potuto proseguire e sciogliersi senza un confronto prolungato con le forze dell’ordine.
A Milano, Torino, Bologna e Napoli è stato consentito ai manifestanti di occupare simbolicamente alcuni tratti delle tangenziali. In diversi casi il passaggio è stato autorizzato dopo trattative durate a lungo, con ripercussioni sulla circolazione e chiusure protratte per ore.
Il ministro Matteo Salvini, che aveva disposto la precettazione degli scioperi nel settore dei trasporti, si è detto «soddisfatto» per avere evitato il blocco totale. I disagi non sono però mancati: le linee di superficie hanno accumulato ritardi e modificato i percorsi, mentre la chiusura delle tangenziali ha aggravato i problemi alla mobilità.
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