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Attualità 1 min di lettura49 min fa

Sardegna, tre gatti selvatici ripresi nell’Oasi di Monte Arcosu

Le immagini della fototrappola mostrano una specie elusiva, minacciata dal bracconaggio e dagli incroci con i gatti domestici.

Tre esemplari di gatto selvatico sardo sono stati ripresi nei giorni scorsi da una fototrappola nell’Oasi WWF di Monte Arcosu, in provincia di Cagliari. L’avvistamento documenta la presenza sull’isola di una specie difficile da osservare in natura.

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Una specie antica e schiva

Il gatto selvatico sardo, identificato scientificamente come *Felis silvestris lybica*, è considerato una possibile forma ancestrale del gatto domestico. Rispetto agli animali che vivono nelle case presenta però caratteristiche proprie e mantiene abitudini legate all’ambiente naturale.

La sua origine in Sardegna potrebbe risalire a epoche molto remote: secondo l’ipotesi riportata, la specie sarebbe arrivata sull’isola già ai tempi dei Fenici. La natura solitaria e la forte diffidenza rendono comunque raro incontrarlo direttamente, anche nelle aree in cui è presente.


Alimentazione e minacce

L’animale si dedica soprattutto alla caccia e si nutre di vertebrati piccoli e medi. Tra le sue prede rientrano roditori e piccoli passeriformi, oltre agli insetti; più raramente può catturare lepri e conigli.

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Durante l’estate la dieta comprende anche graminacee. In Sardegna la specie è esposta al rischio del bracconaggio e delle possibili ibridazioni con i gatti domestici, fattori che ne minacciano la conservazione.


Riproduzione annuale

Il periodo riproduttivo si presenta una sola volta all’anno. Le nascite si concentrano tra maggio e luglio, completando il ciclo biologico di un animale che conduce gran parte della propria esistenza lontano dagli insediamenti umani.

Le immagini raccolte nell’Oasi di Monte Arcosu consentono quindi di documentare la presenza di tre esemplari senza alterarne le abitudini. La fototrappola ha registrato il passaggio degli animali proprio grazie alla loro natura elusiva, che rende complicata l’osservazione sul campo.

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