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Attualità 1 min di lettura44 min fa

Sanzioni alla Russia, Trump frena: Mosca celebra e Zelensky accusa

Il presidente statunitense rinuncia alle misure del Graham Act, suscitando la reazione di Kiev e la soddisfazione del Cremlino.

La decisione di Donald Trump di non applicare le nuove sanzioni contro la Russia previste dal Graham Act modifica il quadro politico sul conflitto ucraino. Mosca ha accolto la scelta definendola una «Giornata storica», mentre Volodymyr Zelensky ha contestato apertamente la linea della Casa Bianca.

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Il Graham Act resta senza sanzioni

Le misure sono state cancellate prima di entrare in vigore. Il provvedimento portava il nome di un senatore scomparso, considerato uno degli alleati più vicini a Trump al Congresso: la rinuncia viene quindi descritta anche come una rottura con la sua eredità politica.

Il mancato varo delle sanzioni riguarda direttamente la pressione che Washington avrebbe potuto esercitare su Mosca. Nel testo disponibile, la scelta viene inoltre collegata alle conseguenze per l’Ucraina e per l’Europa, indicate come le aree che rischiano di rimanere più esposte.

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Kiev accusa, Mosca festeggia

La reazione del Cremlino è stata immediatamente positiva. Da Mosca l’annullamento delle misure è stato accolto come un passaggio di rilievo e definito una «Giornata storica».

Di segno opposto il commento di Zelensky, che ha respinto la decisione con parole molto dure: «Questo è solo un premio all’aggressore». La frase riassume la delusione ucraina per la scelta di Trump e per l’abbandono delle sanzioni previste dal Graham Act.

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